Quando era bello guardare la reclame

C’è stato un tempo in cui la pubblicità italiana non puntava sempre e solo ai genitali degli spettatori, ma li coinvolgeva e li affascinava con intelligenza, puntando al cervello con ironia e comicità. C’è stato un tempo in cui era bello e piacevole guardare le pubblicità…

 

Per data di nascita faccio parte di quel gruppo di adulti che da bambini hanno avuto la fortuna di sentirsi dire la frase “A letto dopo Carosello”.
Di Carosello amavo soprattutto La Linea di Osvaldo Cavandoli (1920 – 2007) che reclamizzava le pentole a pressione della Lagostina.

5 Risposte a “Quando era bello guardare la reclame”

  1. Maks Dice:

    Questo ormai è un cult e guai a chi lo tocca! Una volta di più a dimostrazione che semplicità è eleganza ma soprattutto contenuto, sostanza.
    Per il resto non sono d’accordo; tuo contemporaneo anche io ho uno sfocato ricordo del – per qualcuno mitico – Carosello. Devo dire però che mai come ai giorni nostri la pubblicità è in grado di realizzare produzioni di grande pregio comunicativo, persino artistico oserei dire. Penso ai lunghi e costososissimi spot dei grandi dell’abbigliamento sportivo, pesno a certe pubblicità della coca cola o ad alcune di marchi automobilistici o aziende telefoniche.
    Non è affatto raro ormai che la pubblicità che gira oggi sui nostri schermi abbia spesso maggior peso qualitativo dei programmi che la contengono.
    C’è da dire infine.. ad ogni popolo la sua pubblicità.. la nostra in genere effettivamente fa un po’ schifo.

  2. Danilo Ruocco Dice:

    Devo dire che hai ragione: ho esagerato un po’! Mi sono lasciato prendere dalla nostalgia dei tempi che furono… Certe pubblicità sono davvero belle, artistiche anche oggi… Altre, semplicemente, superano i programmi TV perché ci vuole davvero poco: i nostri programmi TV sono semplicemente inguardabili.
    Ad ogni modo, spero mi darai ragione del fatto che, oggi, per pubblicizzare una bevanda qualsiasi, stile the, si punta comunque sulla passera e annessi…

  3. Maks Dice:

    “Passera e annessi” è il sistema più a buon mercato perciò si, è il più utilizzato.
    A volte però non è niente male neppure quello ;)

  4. Boicotta e da esca diventi consumatrice « OpenReview Dice:

    [...] e da esca diventi consumatrice A proposito delle «passere e affini» usate a scopi pubblicitari, la giornalista Barbara Serra invita le donne italiane al [...]

  5. Giorgio Dice:

    Hai perfettamente ragione la donna più bella è e più viene usata in prodotti che non hanno niente a che fare con la sua bellezza, purtroppo ancora una volta diventa mercificazione di scambio, miele per le api che in fin dei conti saremmo noi, un saluto da Giorgio.

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