Cimiteri sconosciuti

10 Agosto 2007

Cimitero per animali  Che faccian “miao” o che faccian “bau”, sono sempre di più i quadrupedi che allietano la vita di molti umani pipedi. Il fenomeno di massa è relativamente recente perciò ancora in pochi si chiedono cosa sarà della loro amatissima bestiola in vecchiaia e soprattutto  quando arriverà il momento dell’addio.
  Alla fine ultima degli animali domestici, laddove non ce la si cavi ”in proprio”, ci pensano ovviamente i veterinari che, vuoi per eutanasia (termine in verità scorretto perché lui fido non avrebbe mai deciso di farla finita), vuoi per sopravvenuta evenienza, si fanno carico del peloso fardello inanimato.
  Pochi si preoccupano però di quel che accade dopo aver dato l’ultima carezza al proprio sempiterno cucciolo. La legge prevede lo “smaltimento” come rifiuto speciale, che tradotto in una realtà forse un po’ cruda ma pur sempre vera, significa che un camion pieno di carcasse di animali, scarti di macelleria e schifezze altre di ogni genere, passerà a ritirare il sacco del “rifiuto” per conferirlo in mucchio unico ad apposito inceneritore. Da qualche anno alcuni impianti moderni si sono attrezzati per gli incenerimenti singoli ma pur sempre nei luoghi e con i modi con cui ci si disfa degli scarti dei macelli.
  Un’ultima opzione offerta da recenti leggi apposite, consente invece di trattare le spoglie del proprio amatissimo animaletto con le stesse cure e la stessa dignità riservatagli in vita. Cimiteri, nè più nè meno come quelli di umane spoglie, stanno sorgendo un po’ ovunque sulla spinta di un bisogno effettivo e del lucroso giro d’affari conseguente.
  Quello che presento in foto invece è un cimitero per animali storico, con tumuli recanti date ormai remote, situato all’interno di un piccolo bosco lussureggiante d’estate e romantico d’inverno. E’ gestito da una famiglia che lo cura con attenzione davvero amorevole, rendendolo uno spazio vivace e gioioso invece che triste, senza volerlo trasformare in un affare d’oro, posto che all’ormai quasi esaurita disponibilità di sepolture viene sempre ricordato che questo vuol essere un cimitero all’interno di un bosco e non viceversa. Per la stessa ragione, a differenza di molti altri, non se ne troverà traccia su internet, se non forse un paio di recapiti telefonici, e la proprietà non intende in alcun modo pubblicizzare i suoi servizi. Un vero peccato in verità se si considera che al di là di risolvere il problema di dimora di un cadavere animale, luoghi come questi danno pace al dolore di chi è stato in grado di amare per anni un compagno di vita non umano regalando l’inestimabile dono di un epilogo emozionalmente positivo e “umano” in luogo dell’orrore sopra descritto. 


Il futuro secondo Nokia

2 Agosto 2007

  Ben lontani dall’intenzione di recensire qui un tecnoprodotto che nemmeno si è ancora visto nei negozi, sembrava però interessante scrutare la visione dell’imminente futuro da parte del colosso mondiale del “connecting people”.
  Sostanzialmente un minituttofarepc con spiccata propensione al versante web, più che alla telefonia in senso stretto, al punto da prevedere per tale funzione direttamente un’applicazione web appunto come Skype. Linux è il sistema operativo che Nokia sceglie per il suo nuovo prodotto di punta confermando una volta di più che un’azienda leader può permettersi di arrivare con un lieve ritardo sulla concorrenza (come già accadde con i videofonini) ben consapevole che un utile economico degno di un colosso può stare soltanto nei numeri “colossali” appunto di produzione e vendita e non certo nella proposta di prodotti di nicchia per un’utenza di nicchia.
  Nokia si conferma cioè per quello che è, a mio modesto avviso, leader difficilmente raggiungibile dai concorrenti sul piano del vero progresso tecnologico, quello cioè che rende accessibile alle masse ciò che tutti posssono proporre ai privilegiati.
  Pochi secondi di questo flimato, all’inizio e alla fine (peccato che un po’ prolisso), possono bastare per toccare con mano l’incombente standard dei tecnocosi con cui a breve in molti potranno avere a che fare. Si consideri infatti che al momento questo prodotto di punta da poco presentato è disponibile a poco meno di 400 euro, cioè a dire il prezzo di “comuni” videofonini di ultima generazione. Qualche mese di commercializzazione e saranno in molti a potersi portare in tasca il mondo intero, sempre che nel frattempo le aziende di connettività riescano a fare a loro volta un proprio upgrade generazionale scommettendo anch’esse sul nuovo che avanza su larga scala piuttosto che mortificare un progresso possibile a favore di pochi grandi guadagni su pochi sfruttatissimi fortunati.


I’m making a difference

1 Agosto 2007

I'm..  C’è da scommetterci, prima o poi arriverà anche in Europa e chissà forse anche in Italia perciò mi sembra interessante scriverne qualche riga in anticipo sui tempi.
  “I’m”, abbreviazione inglese di “io sto..”, è un’iniziativa dei geni del marketing del caro Bill, che per ovvietà di cose parte dalla necessità di Microsoft di fidelizzare i propri utenti ma che nei fatti poi va a produrre un supporto economico ad una serie di organizzazioni umanitarie, per il momento le più significative degli Stati Uniti.
  “Io sto..” combattendo l’AIDS, aiutando i rifugiati, finanziando la ricerca e così via, dove “io” sta per tutti noi, tutti quanti cioè utilizzano il sistema di messaggistica istantaneo Windows Live Messenger, da qualche anno ormai il servizio di messaggistica numero uno al mondo con numeri da capogiro in termini di sessioni di chat gestite al giorno e per diretta conseguenza del generato economico dell’advertising. Immaginate di devolvere pur anche una frazione infinitesimale (la cifra è top secret) di questo flusso finanziario in beneficienza e il miracolo è fatto. Microsoft incassa l’ammirazione e l’autopromozione del suo sparamessaggini e Unicef, Croce Rossa e altri incassano dollari.
  La parte più interessante di tutto ciò è che all’utente non costa assolutamente nulla ed anzi ognuno può dichiarare nel proprio banner di presentazione il proprio “I’m” semplicemente digitando una combinazione di caratteri al pari di come farebbe per inserire le arcinote emoticon.
  E io? Cosa sto facendo io? “Io sto..” aspettando che l’opzione venga attivata anche da questa parte dell’oceano.