Ufo in Sicilia

27 Ottobre 2007

Chi non ricorda i roghi spontanei di Caronia in Sicilia? La notizia è scomparsa dai media italiani, ma gli scienziati ingaggiati dalla Presidenza del Consiglio hanno continuato a indagare e, ora, hanno dato la loro risposta: la causa di quei roghi potrebbe essere dovuta a “test militari segreti o esperimenti alieni”. “L’Espresso” in edicola questa settimana pubblica uno stralcio del rapporto presentato dagli scienziati:
“Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato”.
(Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina, E.T. parla siciliano, in “L’Espresso”, n. 43, 1 novembre 2007)


La rivoluzione/evoluzione dell’informazione

17 Ottobre 2007

Trovo questo video molto interessante e ben fatto. In esso si visualizza la rivoluzione/evoluzione fatta dall’informazione: essa è diventata rapida, facile, condivisa, democratica, alla portata di tutti.
Personalmente sono un sostenitore dell’uso di Internet e del Social Network (tanto da avere aperto diversi siti nei quali si sperimenta il Social Networking a vari livelli…).

 

 

Eppure il video mi ha fatto nascere alcune perplessità:

  • Google la fa un po’ troppo da padrone: se decide di escludere alcuni contenuti dal suo motore di ricerca, essi spariscono dal web e dalla conoscenza comune;
  • Il fatto che un contenuto non sia stato digitalizzato non vuol dire che esso debba essere escluso dalla nostra conoscenza: forse è bene – quando si fanno certe ricerche – tornare a frequentare le biblioteche perché (ahinoi) i cataloghi non sono ancora stati digitalizzati per intero;
  • Il rischio della rapidità è che tolga “peso” alla riflessione;
  • C’è il rischio che le informazioni davvero importanti vengano sommerse da una marea di informazioni di minore o nessuna importanza;
  • Il rischio che si possa credere vera un’informazione falsa od obiettiva una di parte: il contraddittorio su Internet (a dispetto della commentabilità dei blog) è ancora troppo poco diffuso.

Ciò detto: senza Internet io non saprei più come fare!
(Il video l’ho trovato su Mac Blog)


Canova e il Principe

14 Ottobre 2007

“Le labbra alquanto tumidette”che conquistarono la poetessa e lo scultore

Isabella Teotochi Albrizzi (1760-1836), poetessa veneziana, tenne uno dei salotti letterari più animati della città. Il suo ricercatissimo circolo fu assiduamente frequentato da letterati e artisti, fra cui Pindemonte, Alfieri, Byron, Foscolo e Canova. Lasciò un arguto volume di Ritratti (1807) e a Canova e all’effigie del Principe Henryk Lubomirski, dedicò pagine molto sentite….:
“… In questa figurina, che sì bene arieggia il vezzoso figlio di Venere, non sai se tu debba più ammirare il disegno, le forme, e le purità dell’attitudine, o la grazia, e quella squisita mollezza di tocco, ch’è pregio sì grande, e sì mirabile della Scultura. Sembra particolarmente che nelle labbra alquanto tumidette, e con amabile soavità dilatate verso le estremità, colpo non desse il gentile Scultore, che non partisse direttamente dall’animo appassionato. Nel mirarti, ed ammirarti, o vezzoso fanciullo, che con sì bella leggiadrìa te ne stai, bellissimo di volto, e di membra, io sento correre con rapido movimento spinta dal cuore la mano a careggiare quel tuo vago, e delicatissimo visetto, modellato dalle Grazie…. ”

(Isabella Teotochi Albrizzi, Opre di Scultura e di Plastica di Antonio Canova, Pisa 1823).

Le parole della celebre scrittrice sono la cornice ideale per introdurre la mostra, allestita fino al 1 novembre a Possagno nella casa natale di Antonio Canova, un’esposizione organizzata con gusto per le celebrazioni per i 250 della nascita dello scultore (1757 – 2007).

La Gipsoteca ed il Museo Canova di Possagno, il paese tra Asolo e Bassano del Grappa, dove lo scultore è nato ed è sepolto, presentano, per la prima volta in Italia, “Il Principe Henryk Lubomirski come Amore”, un capolavoro assoluto del maestro veneto ma anche e soprattutto un’opera che, sin dal suo comparire, è diventata oggetto di culto in tutta Europa.

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Sorcomute di oggi

13 Ottobre 2007

Gianni BoncompagniGianni Boncompagni, intervistato da Emilio Marrese de «Il venerdì» descrive le ragazzine di oggi (al tempo di Non è la RAI soprannominate “sorcomute”).
«Queste di oggi sono molto più curate ed evolute, rispetto alle centomila che presero d’assalto Cinecittà allora. Sono spiritose, carine, ma non provocano emozione. Sono molto omologate. Banali. Non leggono nulla, non sanno nulla, non guardano un tg.»
Gianni Boncompagni, «Il venerdì», n. 1021, 12 ott. 2007.


Venezia e l’Islam

12 Ottobre 2007

venzia-e-lislam.jpgFu sostanzialmente in virtù del rapporto con l’Oriente che Venezia divenne un grande impero marittimo. Avamposto settentrionale bizantino nel sesto secolo, già tra il nono e l’undicesimo sviluppa le sue attività mercantili lungo le rotte del Mediterraneo, mentre acquisisce sempre maggiore indipendenza e autonomia. Nel frattempo, dal settimo secolo, a oriente, l’avanzata islamica si è fatta travolgente.
Ecco che allora, lungo le vie delle spezie e della seta, si avviano, tra i veneziani e il mondo musulmano, contatti commerciali che nel tempo si intensificheranno, coinvolgendo anche idee, stili di vita, cultura.
Venezia e gli Arabi, Venezia e i Mamelucchi, Venezia e la Persia, Venezia e gli Ottomani, Venezia e i Turchi: Venezia e l’Islam: ed è proprio questo il titolo della mostra allestita a Palazzo Ducale fino al 25 novembre.
Sola potenza europea ad avere plenipotenziari in permanenza nelle città del Vicino Oriente, manterrà nei confronti del mondo islamico un approccio sempre razionale, saprà comprenderne e apprezzarne la filosofia e la scienza e tessere legami privilegiati con le grandi dinastie musulmane, pur nelle peripezie della storia.
Venezia si avvicina con rispetto e ammirazione alla cultura islamica e ne riceve in cambio altrettanto interesse: ecco che allora da un lato artisti e artigiani veneziani apprendono da quelli islamici tecniche, stili, materiali, decorazioni, dall’altro i mercati d’oriente importano manufatti veneziani che gli stessi sultani apprezzano e commissionano.
Una mostra intelligente che allestita nel grande salone di Palazzo Ducale, con le opere che si fronteggiano e accompagnano lungo un percorso modulare, fa emergere e valorizzare questo importante gioco di specchi, che apre prospettive e spunti di enorme interesse sugli uomini di quei secoli, il loro spirito, la loro capacità di fare, il loro genio. Leggi il seguito di questo post »