
Che la pubblicità sia utile a chi vende non è un mistero, non sarebbe così tanta e così costosa, ma quanto sia in realtà efficace, ai più sicuramente sfugge.
Chi lavora in prima linea nel settore delle vendite al dettaglio di beni di primo consumo si rende perfettamente conto invece del peso che un messaggio pubblicitario può avere sui risultati del proprio lavoro.
E’ diventato infatti una necessità lavorativa tenersi costantemente aggiornati sulle campagne pubblicitarie in corso nel settore di propria pertinenza, dovendo per tempo organizzare un repentino e massiccio aumento delle vendite (approviggionamento, scorte, consegne) al fine di poter utilmente sfruttare l’efficacia a corto termine del fenomeno mediatico, terminato il quale si rischia persino di dover smaltire la merce invenduta tardivamente acquisita.
Sembrerebbe poco credibile sostenere che esistano prodotti le cui vendite diventano significative “esclusivamente” in presenza di un supporto pubblicitario e che pur a prezzi molto ridotti rispetto a quello ordinario non producono risultati di vendita o addirittura svendita se in assenza di una campagna pubblicitaria. Eppure, triste ma vero, così è, come pure l’infausto destino dei prodotti di qualità concrete a prezzi ragionevoli che restano ignorati nel mercato a vantaggio dei grandi marchi, nel senso di grandemente sostenuti pubblicitariamente, pur a costi superiori e qualità discutibili.













