Si dice che gli italiani siano sempre stati europeisti convinti, almeno fino a quando l’Europa l’hanno toccata con mano, nel vero senso della parola, con l’avvento della moneta (quasi) unica europea; solo lì l’Europa ha iniziato ad essere invisa a molti italiani e molti continuano oggi a non vederla di buon occhio.
A prescindere da quello che fu con il cambio della divenenda carta straccia-Lira in divenuta moneta-Euro, in pochi purtroppo si sono resi conto che negli ultimi due decenni la quasi totalità dei progressi effettuati in Italia, sia sul piano economico che civile, è stata diretta ed esclusiva conseguenza delle politiche comunitarie. Bilancio dello stato, ecologia, mercato, concorrenza, trasparenza, immigrazione, tutela dei diritti, cultura, cittadinanza. In ogni campo l’Unione ha deliberato scelte di campo di ampio respiro, condivisibili o non che fossero e comunque con anche il nostro contributo, ma il nostro paese non ha fatto altro poi che inseguire il treno europeo in una disperata corsa che ci ha visto, e ancora ci vede spesso, restare fuori di fatto dalla media “qualità” europea. Se per i piccoli paesi sottosviluppati, o i paesi del’ex blocco sovietico allo sbando, “Europa” ha significato sostanzialmente “salvezza”, anche per l’Italia molto non manca se pensiamo che la nostra arretratezza è sotto i nostri occhi ancora oggi e proprio nelle tante e malamente mancate applicazioni delle direttive europee. Almeno fino a quando – chissà se e quando - non accadrà in Italia un generale risveglio delle coscienze che consenta di affrotare con responsabilità i grandi cambiamenti che i tempi moderni richiedono, fortunatamente Europa ci salverà dall’oblio costringendoci a progredire nostro malgrado, risolvendo le italiche schifezze a suon di procedure di infrazione e lasciandoci almeno la speranza di non tornare ai tempi bui della nostra storia.
Impossibile perciò oggi, per noi italiani, non riporre grandi speranze in questo nuovo tentativo di costruire un’Europa forte e funzionale perché per tutti l’Unione fa la forza ma per noi italiani fa soprattutto la differenza!















13 Dicembre 2007 alle 9:41 pm |
Condivido pienamente e aggiungo che, senza l’Europa, l’Italia sarebbe già stata declassata da tempo a paese del Quarto mondo…
Ciao
Danilo