Sindone e datazione

27 Gennaio 2008
La notizia è destinata a fare discutere: forse gli esami compiuti nel 1988 sulla Sindone di Torino con il metodo del carbonio 14 erano sbagliati, ovvero la Sindone potrebbe essere autentica e non un falso medioevale come, invece, volevano quegli esami (da sempre contestati da più parti).
A sostenere l’erronea datazione della Sindone ricavata con il metodo del carbonio 14 è Christopher Bronk Ramsey, direttore del Radiocarbon Accelerator di Oxford che quegli esami eseguì. Una fonte, dunque, al di sopra di ogni sospetto.
“Ma quell’esame forse era sbagliato. Il dottor Ramsey, [...] ha dichiarato in un’intervista alla Bbc, che verrà trasmessa alla vigilia di Pasqua, che i risultati delle rilevazioni dell’88 potrebbero essere messi in discussione dall’evoluzione tecnologica che ha reso nel frattempo più raffinata l’osservazione del carbonio 14. [...] Monsignor Ghiberti, [...] <che ha reso nota la notizia> ha spiegato che il ripensamento del dottor Ramsey è dovuto probabilmente alle stesse ragioni che all’epoca <degli esami> erano state addotte per contestare la datazione medioevale: la Sindone non è arrivata agli scienziati del Novecento in un contenitore sigillato. È stata esposta all’aria, custodita in condizioni che non conosciamo, maneggiata e parzialmente bruciata nell’incendio del 1532 della cattedrale di Chambéry, trasportata dalla Palestina in Francia. Un lungo e tormentato viaggio nei paesi e nei secoli, che può avere contaminato il lenzuolo rendendo l’esame del C14 approssimativo. Lo stesso chimico statunitense Willard Frank Libby, che aveva ideato il metodo e vinto il premio Nobel per questo, aveva sconsigliato di applicarlo alla Sindone. Ramsey avrebbe scoperto che la datazione di una particolare materia organica presente sul lenzuolo varia proprio a seconda delle condizioni in cui è stata custodita, cosa che nell’esame del 1988 era ignota agli scienziati.”

da “La Stampa”

Personalmente, da anni, sono convinto dell’autenticità della Sindone, convinzione derivatami sia dalla lettura di diversi saggi sull’argomento, sia in seguito alla visione del reperto dal vivo.

Perché i professori hanno paura di un papa

15 Gennaio 2008

I giornali hanno dato grande risalto alla petizione firmata da una sessantina di professori dell’Università La Sapienza di Roma contro l’intervento di Papa Benedetto XVI a termine dell’inaugurazione dell’Anno Accademico. I professori, nella loro lettera, richiamano e sottoscrivono quella che il professor Marcello Cini aveva mandato (via “Il Manifesto”) il 14 novembre 2007 al Rettore Renato Guarini.

Tra l’altro il professor Marcello Cini ricordava al Rettore che:
“I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell’ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana.”

Personalmente mi sono chiesto come mai dei docenti universitari hanno paura di una lezione di un papa. La risposta che mi sono dato è la seguente: i professori sanno per esperienza che non si può controbattere durante una lezione e che ciò che viene detto dalla cattedra deve essere recepito in un silenzio carico di gratitudine per il sapere che viene trasmesso a chi ascolta. In altre parole, i professori sanno che – per colpa loro che si sottraggono sistematicamente al confronto e al dibattito con i loro allievi – in Università non si fa il sapere, ma – quando va bene – lo si apprende. I professori non ci stanno a fare la parte degli alunni che devono ascoltare in silenzio… Chissà se questo fatto insegnerà loro qualcosa…


Milingo papa subito

11 Gennaio 2008

Devo dire che Milingo mi è simpatico. Il suo privato, poi, è dirompente e va seguito con attenzione: arcivescovo della chiesa di Roma, Milingo si sposa (no, dico, si sposa!) facendo celebrare il matrimonio dal capo di un’altra religione (no, dico, un’altra religione!) e ordina 4 vescovi nuovi… Viene scomunicato (scomunicato!) e ora è impegnato in una battaglia: rendere il celibato una opzione.
In questi giorni Milingo è in Italia, anche per promuovere il suo nuovo libro: Milingo confessioni di uno scomunicato, Koiné Nuove Edizioni.

Io sto con Milingo, tanto che spero divenga presto papa.