Perché i professori hanno paura di un papa

I giornali hanno dato grande risalto alla petizione firmata da una sessantina di professori dell’Università La Sapienza di Roma contro l’intervento di Papa Benedetto XVI a termine dell’inaugurazione dell’Anno Accademico. I professori, nella loro lettera, richiamano e sottoscrivono quella che il professor Marcello Cini aveva mandato (via “Il Manifesto”) il 14 novembre 2007 al Rettore Renato Guarini.

Tra l’altro il professor Marcello Cini ricordava al Rettore che:
“I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell’ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana.”

Personalmente mi sono chiesto come mai dei docenti universitari hanno paura di una lezione di un papa. La risposta che mi sono dato è la seguente: i professori sanno per esperienza che non si può controbattere durante una lezione e che ciò che viene detto dalla cattedra deve essere recepito in un silenzio carico di gratitudine per il sapere che viene trasmesso a chi ascolta. In altre parole, i professori sanno che - per colpa loro che si sottraggono sistematicamente al confronto e al dibattito con i loro allievi - in Università non si fa il sapere, ma - quando va bene - lo si apprende. I professori non ci stanno a fare la parte degli alunni che devono ascoltare in silenzio… Chissà se questo fatto insegnerà loro qualcosa…

2 Risposte a “Perché i professori hanno paura di un papa”

  1. QueerZone Dice:

    Mercoledì 16 Gennaio 2008 a 15:15

    QueerZone

    Continuo a non vedere questa mancanza di libertà di parola… Sono due giorni che accendo la tv e su ogni rete, ribadisco OGNI rete si parla del povero papa minacciato da questi “satanisti” come li hanno chiamati su Radio Maria.

    Quello che io mi chiedo è questo: la Libertà e Democrazia significano dover sorridere sempre e chinare il capo quando una persona parla, oppure poter liberamente dissentire indicendo una manifestazione (purché nei limiti di legge)??? Non cedete a sterili polemiche… e a quello che i Media vogliono far credere… La lettera dei famosi 67 docenti era in circolazione dal 23 NOVEMBRE… il Rettore sapeva tutto, si è voluto appositamente farne un caso.

    Ecco una dichiarazione di Boselli del Partito Socialista:

    “Nessuno vuole mettere il bavaglio al Papa che è libero di dire ciò che vuole. Deve essere però chiaro che se Benedetto XVI come ormai fa puntualmente interviene direttamente su temi fondamentali come la sessualità e la libertà della scienza, invocando il braccio secolare dello Stato per far diventar legge il suo magistero, è inevitabile che sia coinvolto in polemiche e contestazioni. Nessuno deve impedirgli di parlare perchè questo sarebbe un atto illiberale, ma nessuno può vietare manifestazioni di protesta che si svolgono nei limiti della legge”

    e invece Pannella (Radicali Italiani):

    “Oggi tutti dicono che il Papa deve avere diritto di parola. Nessuno, nessuno, nessuno dice che forse potremmo averlo anche noi”

    Ad ogni MODO RIBADISCO INFINE CHE NESSUNO HA IMBAVAGLIATO IL PAPA, Lui ha deciso di “soprassedere”, di non andare.
    Niente impediva di recarsi alla Sapienza (ed essere anche contestato, seppure solo da una parte).. succede in ogni democrazia… Forse al papa non piace essere contestato? Comprensibile… ma non mi si venga ad accusare di intolleranza!

  2. Danilo Ruocco Dice:

    Ciao,
    forse hai letto con una certa fretta quanto ho scritto nel post, o forse la tua era una risposta-intervento un po’ slegato da quanto ho scritto: una sorta di presa di posizione a prescindere…
    Infatti, nel post, non c’è affatto scritto che il papa è stato imbavagliato, bensì che ha essere imbavagliati (nel caso di una lezione del pontefice) sarebbero stati i professori, ed è per questo che quella lezione non la volevano.
    Grazie di essere intervenuto
    Danilo

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