18 Maggio 2008
In Solstizio d’inverno edito da Il Filo O.D. Maestroni racconta il delirio di una madre che ha ucciso il proprio unico figlio di sei anni e per tale ragione vive rinchiusa in una casa di cura. Una donna non del tutto padrona delle proprie facoltà mentali già prima della gravidanza, ma la cui mente si perde del tutto proprio a causa della maternità. Una depressione che diventa follia vieppiù che il figlio cresce e si distacca dalla madre, la quale, invece, resta morbosamente attaccata al figlio, fino a sperare che il membro virile di lui si faccia adulto e la penetri…
Una donna, quella protagonista del romanzo breve di Maestroni (53 pagine in tutto), in preda al delirio di onnipotenza, delirio costantemente alimentato da un fanatismo religioso privo di ottimismo.
Una donna verso cui l’autore non dimostra un briciolo di simpatia o comprensione. Fissata per sempre nel suo gesto tragico, l’autore ne seppellisce le motivazioni sotto una filtra coltre di parole che tentano di riprodurne l’alterazione mentale.
Una madre tanto distante da ciò che comunemente si intende per “amore materno” che può arrivare ad ammettere di avere odiato la propria creatura dal momento stesso in cui è stata generata.
Un romanzo, quello di Maestroni, di non facile lettura, sia per lo stile di scrittura (tutt’altro che colloquiale), sia per i contenuti forti quanto, purtroppo, tragicamente attuali, verso, però, i quali si tende a una forma di rimozione collettiva.
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Pubblicato da Danilo Ruocco
11 Maggio 2008
Il parcheggio non c’è mai, ovvero c’è sempre qui se te lo puoi permettere; oggi no, oggi ho tempo e voglia di perderlo. Lascio l’auto lontano dal centro e mi incammino alla ricerca di una delle tante arrampicate che portano su. Buio pesto su per questo percorso pedonale isolato e deserto, senza nemmeno il riflesso della Luna si cammina senza vedere dove si mettono i piedi, il posto ideale per rapine e aggressioni, se non fosse che qui, inspiegabilmente, la paura non è ancora arrivata. Tantissimi gli stranieri di ogni etnia, ma qui nemmeno la giovane coppietta che mi segue da lontano si pone il problema di passare per questo luogo a quest’ora.
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Pubblicato da Massimo Santambrogio
8 Maggio 2008
Paolo Calabrese, nell’articolo I padroni dei giornali pubblicato nel numero odierno del “Magazine del Corriere della Sera” così si esprime:
“I nostri padroni sono molti: gli azionisti [...], la pubblicità che è sempre più invadente e pretenziosa, i gadget che accompagnano in edicola i giornali [...] E naturalmente anche i lettori [...]“.
Non che abbia detto nulla di nuovo, ma fa riflettere il fatto che abbia messo, con molta onestà, i lettori all’ultimo posto.
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Pubblicato da Danilo Ruocco