LA FANTASIA DELLA PAROLA, LA TAVOLOZZA DEL COLORE

28 Agosto 2008

Ice fish, Foca, Pinguino, Stella serpentina antartica, Pesce angelo imperatore, Pesce napoleone, Barracuda, Pesci chirurgo, Coralli, Pesci farfalla, Medusa, Murena, Pesci pagliaccio, Pesce palla e istrice, Pesce pipistrello e scorpione, Tartaruga verde, Squalo toro, Razze e Trigoni, Stella rossa, Aquila di mare, Squalo grigio, Cavalluccio marino, Corallo rosso, Tursiope, Pesce luna, Pesci di banco, Polpo, oppure Mormora che “spiffera” tutto sulla vita della Donzella di Mare….sembrano i personaggi di una fiaba!
Eppure sono tutti veri, guizzanti e colorati ed è altrettanto vero che sono i protagonisti dell’allegra e vitale storia dell’Acquario di Genova.
Animali scattanti e dinamici che, contraddistinti ognuno da un proprio carattere e da un proprio stile di vita, conquistano ogni giorno l’attenzione di migliaia di visitatori dai bambini agli adulti…di tutti coloro che sanno e vogliono ancora farsi sorprendere dalla tavolozza della natura.
L’acquario di Genova è il più grande acquario italiano e il secondo in Europa, dopo quello di Valencia, in Spagna.
Si trova a Ponte Spinola, nel cinquecentesco porto antico di Genova, ed è una struttura spettacolare unica in Europa per le dimensioni delle vasche che contengono circa quattro milioni di litri d’acqua e riproducono, nel massimo rispetto dell’equilibrio biologico, l’habitat del Mediterraneo e degli Oceani.
Le soluzioni tecnologiche ed estetiche adottate ne fanno uno dei più avanzati nel mondo e le sue  vasche, quattro delle quali di dimensioni oceaniche, ospitano oltre 500 specie diverse dai pesci tropicali ai delfini, dagli squali alle foche, dalle razze ai pinguini.
È stato inaugurato nel 1992 in occasione delle celebrazioni colombiane per il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America e successivamente è stato a più riprese ampliato. Al momento della sua inaugurazione era il secondo Acquario più grande al mondo.
Il percorso di circa 2 ore e 30 minuti si snoda su una superficie totale di 9.700 metri quadrati. Il corpo originario (39 vasche) prevede un percorso in mezzo a vasche che ospitano pesci e molti rettili, e ricostruiscono gli ambienti naturali originari delle singole specie con evidenti finalità didattiche.
In molte di esse il visitatore può immergere le mani e toccare direttamente i pesci.
Non vi sono però solo specie marine, ma anche animali di foreste pluviali o di acqua dolce.
L’acqua dell’acquario è prelevata al largo della costa ed è stabulata in quattro cisterne situate a lato dei due piani. L’acqua viene depurata e disinfettata, quindi immessa nelle vasche, tutte fornite di impianti di filtrazione meccanici e biologici.
Di particolare pregio sono le tre grandi vasche che ospitano rispettivamente delfini, squali e, la terza, foche e tartarughe oltre a innumerevoli altre specie ittiche.
L’ampliamento dell’acquario è avvenuto sfruttando gli spazi dello scafo di una nave (denominata Nave Italia) che ospita una grande quantità di vasche aperte.

L’Acquario di Genova
Si trova a Ponte Spinola, nel cinquecentesco porto antico di Genova, ed è raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Genova Principe, dalla fermata della metropolitana “San Giorgio” e dall’uscita autostradale di Genova Ovest.

L’Acquario di Genova
Indirizzo: Darsena, Genova, Italia
Orari Lun-Dom 09:00-21:30
Biglietti Adulti: € 16,00
Ragazzi da 4 a 12 anni €10,00
Bambini da 0 a 3 anni gratis
Senior, Disabili, Militari: € 14,00 È possibile acquistare un biglietto unico sia per l’Acquario sia per l’adiacente Galata Museo del Mare.
Telefono (+39) 0102345666
Sito www.acquariodigenova.it
Mezzi autobus n. 1-2-7-9-12-13, metropolitana fermata “San Giorgio-Caricamento”


Vivere 2.0

6 Agosto 2008
Web 2.0

Web 2.0

  Gli appassionati di internet lo leggono ormai ovunque; tutto su internet sta progressivamente aggiornandosi e trasformandosi per aderire a questo “nuovo modo” di fare rete. Una rete che non è più solo rete di contenuti pubblicati sulla rete ma rete di persone che la rete fanno in prima persona.
  Si è creata una nuova forma di cittadinanza su internet; i cosiddetti netizen (cittadini della rete). Sempre più persone decidono di spendere parte della loro vita per condividere la propria vita con il resto del mondo. Su internet finiscono così, più o meno consapevolmente, quantità enormi di dati personali, orientamenti, vissuti, collegamenti, riferimenti. Più dettagliati si decide di essere online e più diventa delineata la propria persona, al punto che chiunque può ormai conoscere di molti netizen ciò che in una vita intera di frequentazione non potrebbe mai.
  Il “problema” sta nel fatto che un netizen non è solo tale online ma lo è anche nella vita quotidiana e che, come non mi stancherò mai di ripetere, internet è, tutt’altro che virtuale, parte determinante della vita realissima di molti. Pochi però  sembrano rendersi conto di ciò che questo comporta nel proprio vivere.
  “Vivere 2.0″ significa in pratica diventare più o meno trasparenti, mettere a disposizione di chiunque la propria più profonda realtà, interiore ed esteriore. Alcuni lo fanno dopo attenta riflessione, quasi come scelta filosofica, altri invece si tuffano nel mare cristallino e fresco del social web per scoprire troppo tardi spesso che nuotare in queste acque aperte può rivelarsi molto più difficile che nella quiete della propria piscina di casa.
  Proseguendo nella metafora, sarebbe quindi raccomandabile che prima di tuffarsi ci si fermi un attimo sulla sponda del dirupo a ben valutare se laggiù ce la si farà, perché se è vero che quel mare è attraente e pieno di nuove opportunità, è anche vero che una volta lanciati non si potrà più tornare indietro, di quello che si farà online rimarranno tracce per sempre e, a differenza del passato, se si vuole davvero godere della novità e delle sue tante potenzialità, si dovrà entrare in acqua di persona, senza salvagente, maschere, o protezioni di sorta che potrebbero solo impedirci di nuotare.