Lei c’è, basta vederla

23 Giugno 2009

In occasione del 60° anniversario della Costituzione italiana la Regione Emilia-Romagna ha realizzato 5 spot deliziosi che illustrano alcuni articoli assai poco rispettati in Italia. Gli spot sono stati mandati in onda da MTV.

Art. 3 – Uguaglianza davanti alla Legge

Art. 19 – Libertà di culto

Art. 34 – Diritto allo studio

Art. 15 – Libertà e segretezza della corrispondenza

Art. 36 – Diritto al lavoro giustamente remunerato


Beethoven Sizes: la dimensione del corpo e della musica

22 Giugno 2009

beethoven_sizesDue pensieri estetici per due letture diverse della musica di Beethoven: è stata questa la sfida di Gustavo Ramirez Sansan e di Paolo Mohovich, i due coreografi che hanno messo in scena per il quarto appuntamento del Festival Danza Estate a Bergamo per Beethoven Sizes. Sul palco del Teatro Sociale la compagnia torinese di danza contemporanea Balletto dell’Esperia, diretta dallo stesso Mohovich, dopo il lavoro dell’anno scorso su Mozart ha volto la propria attenzione a Beethoven ricercando una diversa dimensione armonica tra musica e corpo. Giocando sul doppio registro dell’opera di Beethoven, il Balletto dell’Esperia ha affiancato Sonate e Sinfonie, lasciando ai due interpreti una libera traduzione delle loro impressioni. Gustavo Ramirez in Caliban ha scelto alcune Sonate per pianoforte e violoncello evocando attraverso la figura del mostruoso schiavo della Tempesta di Shakspeare il tormento per la propria condizione di reietto, il desiderio di libertà e la finale rassegnazione imposta dal suo distino. Un insieme tradotto grazie ai movimenti di tre danzatori: volti diversi di una personalità complessa, che hanno fatto dell’energia e della forza un linguaggio plastico vibrante di intensità emotiva, senza trascurare la pulizia e l’armonia dei movimenti di radice classica. Ne Il prato di Ludwig Paolo Mohovich ha sposato lo spirito della Pastorale passando da una dimensione di ristoro agreste ad una più profonda legata al senso della vita e del divino. Il coreografo ha immaginato un’ambientazione campestre con giochi amorosi su un prato d’estate, tra scherzi e momenti d’intimità tra giovani, e ha poi lentamente spinto gli interpreti a trasformarsi in altro, a diventare creature dei boschi. La suggestione crescente si è fatta più forte con questi esseri vitali – forse cervi – a rimandare all’idea panteistica di comunione tra uomo e natura. Un ideale esaltato dal pensiero romantico, e abbracciato da Beethoven, ma malinconicamente frantumato con disincanto dal coreografo nel ricordo di come gli uomini spesso rompano gli equilibri naturali. Mohovich ha svolto il suo racconto attraverso una danza ariosa e piena di grazia, nella quale il movimento puro si è fatto strumento per descrivere le emozioni, dove le ascendenze neoclassiche hanno arricchito i passaggi di danza tra linee pure e giri scattanti volti ad accentuare la musicalità e l’agilità atletica degli interpreti, alla ricerca di un equilibrio tra quiete e bellezza del mondo.


La danza come ricerca dell’altro

15 Giugno 2009

danza 09Nulla in mundo pax sincera – In questo mondo non c’é una pace onesta.
Nulla in mundo pax sincera (RV 630) è un motteto sacro composto da Antonio Vivaldi su un testo latino anonimo, scritto in Mi maggiore  nel tipico stile del barocco italiano.
E’ eseguito da un soprano, due violini, viola e basso continuo, che di solito è un violoncello ed uno strumento a tastiera ma che in Vivaldi è spesso un organo.
Il testo si sofferma sulle imperfezioni del mondo che è pieno di peccato e malvagità e supplica Gesù affinchè dia la salvezza.
Nulla in mundo pax sincera – In questo mondo non c’é una pace onesta: è anche il titolo dell’intenso insieme di parole e musica che, sommato ai gesti dei ballerini, costruiscono uno dei quadri più forti  dello spettacolo Gran Galà: classico e oltre… della Compagnia Ersilia Danza andato in scena la sera del 14 giugno sul palco del ritrovato Teatro Sociale, nell’ambito del Festival Danza Estate 2009 di CSC Anymore a Bergamo.
E’ questa la scena, articolata sulle creazioni di Simona Chiesa, che chiude la prima parte dello spettacolo e apre la serie dei momenti più intensi della serata, dopo un’accademica serie di coreografie dalla tradizione della danza.
Lo spettacolo riesce a far scattare il coinvolgimento dello spettatore proprio da quando la danza contemporanea, costruita sulla conoscenza di solide basi classiche, riesce a dialogare con lo spettatore grazie ad un linguaggio attuale ricco delle sfumature tese dell’essere contemporaneo, in una dimensione che vive dei silenzi tesi del rapporto tra uomo e donna, nel ricercarsi ondulato dei corpi e degli animi verso il raggiungersi in momentanei attimi d’incrocio fatti di agili sollevamenti ed eleganti pivot.
Il filo dell’eleganza continua a svolgersi anche in Ciaccona, sulle musiche di Arcangelo Corelli, e nell’originale Protege moi dove intrecciate alle melodie di Garème Revell e dei Placebo, gruppo inglese dell’alternative rock, i quattro danzatori costruiscono un carico di crescendo emotivo. Due figure maschili s’intrecciano a due femminili in una serie di movimenti lenti e poi sempre più concitati, nell’espressione di un bisogno di protezione verso se stessi e verso gli altri. Una protezione che però si esaspera e genera un desiderio tormentato di fuga e di evasione verso l’inevitabile solitudine.
Spartacus di Yuri Grigorovich è ben interpretato da Francesca Podini e Gabriele Corrado, mentre Quartetto tradotto in scena da Antonella Albabo, Serena Sarnataro, Maurizio Licita e Fabio Saglibene conclude lo spettacolo con un gioco divertente. Come pittori pronti a dipingere un quadro astratto, due danzatrici vestite con costumi che citano Mirò, si muovono nello spazio con andamenti sinuosi e femminili, contrapponendosi alla linearità e alla precisione del gesto maschile dei due ballerini. I due universi s’incontrano creando formazioni poetiche ed ironiche.


Dal Borgo al Teatro dei Nobili: la musica di Donizetti riscopre la sua città

13 Giugno 2009

teatro donizettiSarà una Stagione di contenitori, prima ancora che di contenuti” Francesco Bellotto, Direttore Artistico del Bergamo Musica Festival «Gaetano Donizetti”, sceglie questa parole per introdurre la presentazione della Stagione Lirica 2009 che vedrà spettacoli sia al Teatro Sociale che al Teatro Donizetti, e che il 12 settembre ritroverà la Casa Natale di Gaetano Donizetti.
Dal Borgo al Teatro dei Nobili: la musica di Donizetti riscopre la sua città è dunque il suggestivo titolo scelto dalla Fondazione Donizetti per la nuova Stagione  dedicata al grande William Ashbrook “Abbiamo voluto legare quest’edizione – continua Bellotto – allo studioso perché la sala conferenze di casa Donizetti sarà proprio a lui dedicata”.
La quarta edizione del Bergamo Musica Festival propone un cartellone variegato e articolato in più luoghi della città : “Si sta creando – spiega ancora Bellotto – un vero sistema teatrale. Il titolo scelto allude al percorso biografico ed artistico di Gaetano Donizetti: nato poverissimo in Borgo Canale e diventato, nel volgere di pochi anni, un poliedrico artista capace di esibirsi e di produrre partiture per il palcoscenico più esclusivo della città. Dal Borgo al Teatro dei Nobili è anche il progetto che consente a Bergamocittà di festeggiare la parabola donizettiana riconsegnando al pubblico della lirica due luoghi rappresentativi come il Teatro Sociale e la Casa Natale”.
L’evento di apertura, fuori abbonamento, realizzato attraverso un allestimento essenziale dove il Teatro Sociale stesso avrà un ruolo di protagonista riguarda (per l’11 e il 13 settembre) uno dei capolavori della maturità del compositore come Linda di Chamounix e dove nel cast vocale si fa notare il celebre soprano di coloratura Majella Cullagh, dall’ampio repertorio donizettiano.
L’elisir d’amore e La figlia del Reggimento completano la parte dedicata a Donizetti.
Il primo spettacolo verrà portato anche in tournèe in Giappone.
La Figlia del Reggimento è invece frutto della coproduzione con il Circuito Lirico Lombardo e per la prima volta verrà eseguita l’edizione critica dell’opera curata dalla Fondazione Donizetti. “Il nuovo testo – spiega il Direttore Scientifico della Fondazione Paolo Fabbri – in lingua italiana, è significativamente diverso dalla vecchia edizione che era affetta da molti apocrifi. In questi anni la Fondazione ha svolto un accurato lavoro che mi piace accostare a quello dei restauratori che, grazie ad un attento intervento, tolgono le patine del tempo per ripristinare lo stato originario delle opere d’arte”.
La traviata di Verdi è l’altro titolo predisposto per la trasferta in Oriente e nel cast risalta il nome di Mariella Devia.
Capolavoro di grande popolarità è Il barbiere di Siviglia di Rossini: una coproduzione che parte da Savona e coinvolge anche Lucca e Rovigo.
La Scuola all’opera, quest’anno si arricchirà di due proposte pensate specificatamente per il pubblico delle materne e delle elementari distribuite al Teatro Sociale con la commedia Nemorino tenore e burattino e il balletto Giorgio e il drago.
Un balletto classico come Romeo e Giulietta su musica di Caikovskij, con la produzione del Balletto di Milano e l’Orchestra del Festival pucciniano di Torre del Lago, è stato scelto per chiudere la Stagione.

Il cartellone

Dal Borgo al teatro dei nobili. La musica di Donizetti riscopre la sua città.

TEATRO SOCIALE
Venerdì 11 settembre ore 21.00 e domenica 13 settembre Linda di Chamounix G. Donizetti
TEATRO DONIZETTI
Venerdì 2 ottobre ore 20.30 e domenica 4 ottobre ore 15.30 La traviata G.Verdi
Venerdì 16 ottobre ore 20.30 e domenica 18 ottobre ore 15.30 L’elisir d’amore G.Donizetti
Sabato 14 novembre ore 20.30 e domenica 15 novembre ore 15.30 Il barbiere di Siviglia G.Rossini
Venerdì 20 novembre ore 20.30 e domenica 22 novembre ore 15.30 La figlia del reggimento G.Donizetti
Sabato 5 dicembre ore 20.30 e domenica 6 dicembre ore 15.30 Petr Il’ic Caikovskij Romeo e Giulietta (balletto)
Informazioni
http://www.donizetti.org/


Pensando a Sergio Ferrero: Letture Amene sotto il berceau 2009

11 Giugno 2009

ferrero1Letture Amene sotto il berceau, quarta  rassegna di incontri estivi al circolino di Città Alta con “vecchi” scrittori diventati amici e nuovi in via di diventarlo. La rassegna en plein air voluta da Aldo Ghilardi, presidente della “Cooperativa Città Alta” e dai suoi collaboratori , è organizzata da Mimma Forlani,  che ha potuto contare sull’aiuto dell’associazione Il Cavaliere Giallo, delle librerie Palomar, Punto a Capo e Parnaso così come di  molti amici. I cinque appuntamenti estivi sono incontri di ricordi, d’amicizia e di lettura in cui anche  il divertimento non è mai disgiunto dalle riflessioni che allargano gli orizzonti individuali e  rispondono ai molti perché posti dal  lettore al libro, in una sorta di muto colloquio con l’autore.
Quest’anno Letture Amene sotto il berceau sono dedicate a Sergio Ferrero, lo scrittore che a Bergamo aveva una nutrita “associazione di amici”. Mercoledì 17 giugno, alle ore 18,15 sarà il momento del ricordo dell’uomo che fece la sua ultima uscita pubblica  proprio al Circolino, luogo che amava in modo particolare. Nel 2005 sotto il berceau di vite canadese Antonio Franchini  e Sergio Ferrero fecero una presentazione incrociata dei loro ultimi libri: il primo, essendone  anche stato l’editor,  presentò la raccolta di dieci racconti Il cancello nero (Mondadori) il secondo, da lettore avido e appassionato, presentò il romanzo Cronaca di una fine (Marsilio).
Quest’incontro diede di fatto inizio alle rassegne successive.  Sergio Ferrero ritornò nel 2007 a presentare l’ultimo romanzo di  Laura Bosio Stagioni dell’acqua ( Longanesi)  e lo scorso anno, pur  visibilmente segnato dal male incurabile che gli stava devastando il fegato, non volle mancare all’appuntamento con i suoi amici bergamaschi ai quali presentò il librino illustrato di Serena Vitale, Tre racconti di gatti, ( Salani).
Ma le occasioni per godere della compagnia di Sergio sono state molte in questi anni e nell’incontro ricordo del 17 si parlerà certamente dell’uomo, dell’intellettuale, soprattutto dello scrittore che deve ancora essere scoperto nella sua capacità narrativa che traspare da una scrittura controllata e “classica”. A parlare di Sergio Ferrero saranno gli scrittori amici Basilio Luoni, Daniela Pizzagalli, Laura Bosio e Francesco Rognoni. Alberto Calvi, altro amico di Sergio,  leggerà  alcuni frammenti tratti dai suoi scritti. Sarà l’occasione sia per riandare alle pagine già note ma anche per scoprire Sergio Ferrero- poeta e Sergio Ferrero, scrittore di libri per l’infanzia.
Mercoledì 24 giugno, ore 18,15 secondo incontro con Isabella Bossi Fedrigotti, sempre all’insegna del ricordo di Sergio che leggeva con premura, curiosità e passione i libri della scrittrice amica e se ne faceva promotore, organizzando presentazioni nelle numerose librerie che egli conosceva.
Il libro di Isabella Il primo figlio, Rizzoli, 2008, è un trittico in cui le protagoniste sono tre donne, Teresa, “nata alla fine della guerra, in montagna”, Maria, padre nella Wehrmacht, madre ebrea, nata a Strasburgo quando la città era tedesca ed infine la bella e vitalissima Sofia che ama stare in cucina, luogo di  grande conforto e complicità per le donne di un tempo. Letture di Aide Bosio.
Venerdì 3 luglio, terzo incontro con protagonisti Daniele Marcheschi, critica di vaglia, saggista e scrittrice, e Guido Conti, scrittore ed editore. In uno scambio che si preannuncia “scintillante” i due scrittori amici presenteranno a vicenda le loro ultime opera. Per Daniela L’alloro di Svezia, un lungo saggio in cui sono pubblicati le motivazioni ufficiali degli Accademici di Svezia, per l’alloro attribuito a Giosuè Carducci, Grazie Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimondo, Eugenio Montale e Dario Fo. Il libro che ci offre il punto di vista degli illustri accademici sulla nostra letteratura è stato pubblicato dalla casa editrice di Parma Mup nel 2008, mentre quest’anno Daniela Marcheschi, biografa di Pontiggia, ha coronato le sue mai interrotte ricerche sull’ opera di Beppo riuscendo a pubblicare Le vie dorate: con Giuseppe Pontiggia. Grazie a lei i lettori bergamaschi potranno conoscere nella luce migliore Guido Conti, uno dei nostri grandi affabulatori contemporanei, che ambienta le sue storie nelle pianure attraversate dal Po dove realtà e fantasia si mescolano in un clima  tragicomico. Conti continua in modo personale la nostra grande e nutrita letteratura che esplora il comico nelle sue varie declinazioni. E basti citare  Giovanni Boccaccio, Teofilo Folengo, Ludovico Ariosto, Luigi Pirandello, Cesare Zavattini, Achille Campanile e Giovanni Guareschi di cui Guido Conti è grande studioso. Nel corso della serata si parlerà del romanzo  Il tramonto sulla pianura  pubblicato dallo scrittore parmense quattro anni fa e che si propone in lettura  perché di una bellezza tenera e beffarda,  e non si dimenticherà certamente di soffermarci su Giovannino Guareschi, biografia di uno scrittore, edito da Rizzoli lo scorso anno per ricordare il centenario della nascita del padre di Peppone e don Camillo, anch’egli nato a Parma.      
Letture di Aide Bosio.
Venerdì 10 luglio,  il quarto incontro sarà  al Seminarino di via Tassis, n.18, Città Alta. Nel chiostro ci sarà la presentazione musicale di La tromba a cilindri. La musica, io e Pisolini, Ibis, 2008,  il libro scritto a quattro mani da Guido Mazzon, uno dei primi jazzman italiani, suonatore di tromba  e Guido Bosticco, giornalista e scrittore. Lungo le pagine del libro si dipana il discorso sulla creatività che nasce dai  suoni  sia  musicali sia  poetici. Il viaggio parallelo nella poesia e musica parte dal Friuli, terra di Pier Paolo Pisolini, che scrive i suoi primi versi in dialetto, terra del cugino poeta Nico Naldini ed anche di Guido Mazzon, anch’egli imparentato con Pasolini che ritorna alla loro comune infanzia attraverso suoni della tromba a cilindri. Nel libro il dialogo tra musica e poesia, tra un io, Guido  Mazzon e un  tu, Guido Bosticco, invita il lettore a ritornare al Pier Paolo Pasolini più segreto, colto agli albori della sua  scrittura letteraria. Letture di Diego Bonifaccio
Quinto incontro sempre al Circolino. Venerdì 17 luglio, ore 18,15  ritornano  a Bergamo gli amici emiliani: Gino Ruozzi presenterà Storie invisibili  il libro di Messori che lui stesso ha curato, pubblicato da Diabasis. Nella prefazione Ruozzi scrive: “Storie invisibili è una raccolta di racconti, la misura narrativa congeniale a Messori. I suoi testi brevi sono frammenti e spaccati di vita, di esperienze, di emozioni, di percezioni, nella prevalente dimensione personale dell’incanto”. Tutti i lettori bergamaschi che hanno conosciuto Giorgio Messori e ne hanno letto i suoi libri lasciandosi  prendere dall’intimo  incanto che emana la sua scrittura, accoglieranno questo nuovo libro postumo come un dono.
Accanto a Gino Messori altri due amici emiliani, Daniele Benati di Reggio Emilia e Paolo Nori di Parma che propongono ai lettori una guida strana per scoprire di San Pietroburgo tra allegrie e malinconie, sbornie, sacrosante per conoscere lo spirito russo, cene e vagabondaggi, guidati nel loro itinerario da flâneurs dalla conoscenza della lingua e letteratura russa di cui Paolo Nori è specialista, e dallo spirito caustico e malinconico di Learco Pignagnoli, anti-eroe letterario di cui Daniele è il padre. Lo scorso anno Daniele Benati presentò al Circolino le Opere complete di Learco Pignagnoli, Aliberti Editore.
Non resta che annotare le date sull’agenda e prevedere una lunga serata con i dodici scrittori ospiti sotto il berceau dove l’incontro letterario sarà innaffiato dall’aperitivo offerto dalla Cooperativa e dall’eventuale cena.


Second Life e i libri

2 Giugno 2009

Chi ama i libri (come chi scrive) può trovare in Second Life una serie di posti dove poterne parlare, leggerli, compare, metterli in vendita e via discorrendo.
Oltre, ovviamente, ai Gruppi di discussione nei quali si parla di libri, vi sono vere e proprie biblioteche e librerie in cui i libri lasciano la consistenza degli atomi e prendono quella dei byte, diventando libri elettronici.
Come nella Real Life, nelle biblioteche i libri sono quasi tutti scaricabili gratuitamente, mentre nelle librerie essi devono essere comprati.

Forse il mio avatar ha trovato un luogo dove sentirsi a casa…

Book Island

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