Giapponesi de-virilizzati

Accanto al fenomeno del lolitismo che obbliga le ragazze giapponesi a vestirsi come delle bambine e a mimare il pianto quando parlano con un uomo, si nota il fenomeno della de-virilizzazione che sta imponendosi tra i giovani maschi del Giappone, specie tra quelli che abitano nelle grandi metropoli.
La de-virilizzazione si manifesta per mezzo dell’uso
- di acconciature tipicamente femminili e del bando del capello corto;
- della borsetta e del borsone da donna;
- di monili;
- di alcuni capi di abbigliamento molto vaporosi e dalle trasparenze tipiche dei vestiti femminili;
- della dissimulazione della sudorazione.

Non so a cosa si debba precisamente il fenomeno. Si potrebbe ipotizzare che esso sia dovuto in parte a una non corretta interpretazione dell’eleganza in stile occidentale o in parte a un’idea di divino (nel senso di un tentativo di allontanarsi da un certo machismo occidentale molto simile all’animalità). Ma potrebbe anche essere un ricordo delle proprie tradizioni che volevano certi uomini “stilosi” al pari delle donne o un modo per allontanarsi dall’immagine del giapponese “nazistoide” molto diffusa in tutto il mondo.
La de-virilizzazione non ha risparmiato neppure le immagini pubblicitarie anche di famosi uomini occidentali.

Particolare di una stampa giapponese

Particolare di una stampa giapponese

Particolare di un cartellone pubblicitario in Giappone

Particolare di un cartellone pubblicitario in Giappone

Alessandro Del Piero in una pubblicità giapponese

Alessandro Del Piero in una pubblicità giapponese

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