L’affilata pazzia di Linda di Chamounix

16 Settembre 2009

linda 2

L’affilata luce grigia che batte sui tetti d’ardesia di Chamounix apre la scena della Linda di Chamounix nel I atto dello spettacolo inaugurale del Bergamo Musica Festival 2009, ed è sottile come la lama della pazzia che devasterà la mente della protagonista Linda nel corso dell’opera.
Roberto Recchia, con il sapiente aiuto delle luci studiate da Claudio Schmid, dà prova ancora una volta a Bergamo del suo talento innovatore di regista operistico, in una città dove già era stato impegnato negli anni scorsi con Don Gregorio e Cavalleria Rusticana.
Lo spettacolo costruito da Recchia, in forma semiscenica, lavora sulle continue evoluzioni delle sfumature psicologiche della protagonista fino alla definizione dello scheletro mentale della pazzia. Un confine oltre le apparenze della vita reale, così come oltre il reale è la magia suggestiva dello scarno contenitore, finalmente ritrovato dopo un lungo restauro, del Teatro Sociale di Bergamo.
L’allestimento ci porta al fianco del mutar delle emozioni di Linda, di questa ragazza che diventa pazza, e che nella storia dell’Opera è un personaggio innovativo.
Nella storia del teatro infatti i pazzi erano quelli comici, che continuavano ad essere presenti sulle scene operistiche, soprattutto in forma maschile e buffonesca. Linda è una delle prime eroine ottocentesche alle quali è riservata una follia seria, un’ irragionevolezza del tutto particolare: quella della follia amorosa.
La convenzione vuole per queste donne, spesso, lo sprofondamento negli abissi dell’incoscienza dopo la negazione delle “giuste nozze”, in un crescente gorgo di sentimenti e visioni che ha però qualcosa di soprannaturale e inquietante, ed è profondamente romantico.
La rappresentazione di questa tipologia di pazzia è dunque una delle tematiche più interessanti per i musicisti e i librettisti dell’800 europeo.
La vicenda di Linda di Chamounix è esemplare in tal senso: emblema di purezza (già nel nome vi è racchiusa questa sua caratteristica). La protagonista è messa a dura prova dallo scorrere degli eventi e dalla brutalità del mondo. E’ costretta a scappare a Parigi per fuggire alle mire di un vecchio marchese, a mendicare e poi a vivere da reclusa nell’equivoco di sembrare una “mantenuta” presso la casa del nobile fidanzato Carlo, dalla quale verrà poi  lasciata e tradita. Con il susseguirsi delle scene Linda deve affrontare il trauma dell’apparente matrimonio di Carlo e del ripudio del padre. Una serie di accadimenti che la portano all’effettiva perdita della ragione e che affondano le radici in un’infanzia vissuta nell’ambito di un soffocante rapporto familiare con il padre.
Proprio il rapporto con il padre è l’interessante chiave di lettura scelta dal regista per indagare questo dramma : “La follia – spiega Recchia -  giunge a devastare la mente di Linda non nel momento dello sposalizio, seppur non tradotto in realtà del fidanzato Carlo, ma nel momento della maledizione paterna”.
Contorta, e a volte vittima di mancanza di alcuni passaggi logici, la vicenda di Linda musicata da Gaetano Donizetti sul libretto di Gaetano Rossi e tratta da una commedia francese, vive momenti di pura bellezza grazie alla musica composta proprio da Donizetti.
Lungo i tre atti si ha la sensazione chela musica sia “in scena” – come sottolinea ancora il regista– prima di essere “di” scena. Le canzoni ripetute più volte, l’uso psicosomatico della musica e il canto distorto sono indice di un’alienazione che Donizetti estende a dimensioni e raffinatezze inedite nel melodramma italiano.
linda 1


Casa Donizetti: un luogo ritrovato

14 Settembre 2009

casa donizettiVarcare una porta, fare attenzione ad un gradino e poi un passo, e un altro ancora.
Fermarsi, guardasi attorno, osservare un ambiente, sbirciare da una finestra verso un panorama.
Gesti apparentemente abituali, abituali, a volte silenziosi, ma che sabato pomeriggio in via Borgo Canale 14 a Bergamo non erano affatto scontati.
Varcare quella porta, quella di quello stabile via Borgo Canale, è stato un atto da ricordare perché compiuto in occasione della riapertura della Casa Natale di Gaetano Donizetti. Un’azione finalmente concreta e reale che riporta alla luce un luogo del passato e rappresenta un vero Segno di Futuro per la città.
Il recupero dei locali rende infatti ora accessibile agli studiosi, agli appassionati, ai cittadini bergamaschi e ai turisti gli ambienti dove nacque il grande compositore e che, oggi, vedranno impegnata nella gestione la Fondazione Donizetti.
La Casa Natale ritrova dunque tutti gli spazi architettonici grazie ad un accurato restauro protrattosi un anno e mezzo. Fruibili sono di nuovo gli ambienti dove alloggiava la famiglia, nel seminterrato “ov’ombra di luce mai pentrò…”, quelli del piano terreno, e ancora, il primo piano allestito con pannelli esplicativi sulla figura di Donizetti, il secondo con una sala e la Sala Conferenze dedicata a William Ashbrook,  e l’ultimo con alcune stanze dove potrebbero alloggiare in una sorta di foresteria studiosi e musicisti.
Il museo potrà essere visitato nei weekend dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre nei giorni feriali si potranno prenotare solo visite per gruppi.
La Casa Natale di Gaetano Donizetti è situata nell’antico Borgo Canale, caratteristico assembramento di alte case su doppia schiera. Negli anni in cui nasceva Gaetano Donizetti il Borgo era costituito da case fatiscenti e umide, che ospitavano un’alta densità di famiglie povere.
La casa venne ricavata in data imprecisata dalla parte più antica dell’edificio, di epoca addirittura tre-quattrocentesca, ma guardando la struttura si deduce che nella loro prima destinazione i locali dovevano essere un antico, ampio, portico a volta.
Uniche fonti di luce dell’appartamento erano una porta e una finestra che si affacciano sul piccolo e rustico giardinetto verso via Degli Orti. La Casa Natale è monumento nazionale per Regio Decreto n.338 del 28 gennaio 1926 “affinchè la casa in Bergamo dove nacque il maestro Gaetano Donizetti sia conservata al devoto ossequio degli italiani e rispettata come edificio d’interesse storico”.
Da allora, nonostante l’interruzione nel periodo bellico, è proseguita la faticosa attività di valorizzazione di tutto lo stabile.
Con il restauro appena ultimato, si rende dunque disponibile, stabilmente e continuativamente questo prezioso bene.


Contro l’omofobia

12 Settembre 2009

Oggi si è svolta a Bergamo una manifestazione contro l’omofobia che negli ultimi tempi si sta manifestando in Italia con particolare violenza.
Ho colto l’occasione per chiedere ad Aurelio Mancuso (presidente Arcigay), Luca Pandini (presidente Arcigay Cives Bergamo), Giulia Lorenzi (presidente Arcilesbica XX Bergamo) e Carla Turolla (militante GLBT) cosa è l’omofobia e come la si combatte, oltre a chiedere loro quale sia il diritto più urgente da ottenere per le persone GLBT.


Il rumore dei rifiuti

1 Settembre 2009

A volte non ci si pensa, ma la raccolta differenziata (cosa buona e giusta) può (paradossalmente) causare inquinamento… acustico.
Nel video che segue, si sente distintamente il fragore prodotto dalla raccolta degli elettrodomestici effettuata in piena città a partire dalle 7 del mattino.