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A BURANO RIPRENDE IL FILO DELLA STORIA: RIAPRE IL MUSEO DEL MERLETTO

Dopo un radicale intervento di restauro, ristrutturazione, messa a norma dell’intero edificio e
riallestimento delle collezioni, riapre al pubblico dal 25 giugno il Museo del Merletto, situato nello
storico palazzetto del Podestà di Torcello, in Piazza Galuppi a Burano, già sede dal 1872 al 1970 della celebre Scuola del Merletto, fondata dalla contessa Andriana Marcello, divenuta museo nel 1981 ed entrata a far parte dei Musei Civici Veneziani nel 1995.
Il nuovo allestimento punta a valorizzare una delle espressioni più alte dell’artigianato artistico locale: quell’arte del merletto così inscindibilmente legata al costume e alla storia culturale della laguna e, in particolare, all’isola di Burano. La riapertura del Museo rappresenta anche l’occasione per riscoprire un nobile ed antico mestiere, quasi esclusivamente di matrice femminile, che dall’unione di materiali “poveri” (ago e filo) e mani sapienti, continua a creare veri e propri capolavori. L’allestimento, di Daniela Ferretti, porta anche all’interno del museo la policromia tipica dell’isola e, mediante l’impiego di vetrine innovative, appositamente studiate e realizzate per l’occasione, offre al pubblico una completa panoramica delle vicende storiche e artistiche dei merletti veneziani e lagunari dall’origine ai nostri giorni.
La mostra, realizzata per l’inaugurazione, a cura di Doretta Davanzo Poli presenta oltre centocinquanta esemplari di merletti selezionati tra i più significativi delle collezioni dei Musei Civici Veneziani, ma anche dipinti dei secoli XV-XX, incisioni, disegni, documenti, riviste, tessuti e costumi.
Durante l’orario di apertura del museo sarà possibile vedere all’opera le abili ed instancabili maestre
merlettaie, ancor oggi depositarie di un’arte tramandata di generazione in generazione, mentre, in
occasione del prossimo anno scolastico, riprenderanno anche le attività didattiche, con laboratori ed
iniziative rivolte a scolaresche e famiglie.
La nuova guida del museo, edita da Skira-Marsilio, sarà a disposizione a partire da lunedì 27 giugno, in tutti i book-shop della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Il Museo del Merletto di Burano riapre al pubblico dopo un’operazione di restyling completo che ne ha consentito, attraverso una vera e propria razionalizzazione degli spazi, l’aggiornamento degli impianti e delle strutture, dotandolo di una serie di essenziali servizi al pubblico, tra cui un book-shop, un guardaroba, una pedana elevatrice per l’abbattimento delle barriere architettoniche e una biglietteria più ampia e funzionale.
I lavori hanno permesso anche un’ottimizzazione del percorso museale, che ha inizio nella sala
introduttiva al piano terra, dove un filmato sottotitolato in inglese sollecita una suggestiva immersione nell’affascinante mondo dei merletti, mentre pannelli didascalici svelano i segreti di questa sapiente tecnica e dei suoi punti più in uso (punto Venezia, punto Burano…).
La visita prosegue al primo piano, dove il percorso espositivo è impostato cronologicamente e si sviluppa attraverso quattro sale che corrispondono ad altrettante aree tematiche:
1. Origini – sec. XVI: la diffusione e lo sviluppo di quest’arte è documentata da stupendi manufatti:
dalle piccole trinette o “puntine”, rifiniture per abiti maschili e femminili, vesti di uso ecclesiastico e capi di biancheria, alle alte bordure impreziosite da ricchi disegni;
2. Sec. XVII – XVIII: il ‘600 è il secolo per eccellenza del merletto, si diffonde in tutta Europa e diventa simbolo di prestigio e status sociale per la sua preziosità e ricercatezza. La produzione raggiunge proporzioni ragguardevoli nelle isole della Laguna di Venezia, in particolare a Burano, dove si diffonde soprattutto la lavorazione ad ago, mentre quella a fuselli a Pellestrina, specializzazione che si manterrà fino ai giorni nostri;
3. Sec. XIX – XX: con il mutare della moda a seguito dei cambiamenti economici e sociali e l’imporsi di un abbigliamento più comodo e funzionale inizia il periodo di crisi dell’arte del merletto che verrà gradualmente superato grazie al rilancio della Scuola dei Merletti di Burano;
4. La Scuola dei Merletti di Burano (1872-1970): aristocrazia e politica illuminate, con il patrocinio
della futura Regina Margherita di Savoia elaborano un progetto per il rilancio del merletto con
l’apertura di una Scuola, allo scopo di alleviare in qualche modo le tristi condizioni economiche degli abitanti dell’isola. Ciascuna di queste sezioni è corredata da videoclip e filmati, schede illustrative tradotte in più lingue e da una serie di altri oggetti d’epoca (vetri, abiti, libri, disegni, dipinti) che fanno da cornice ai manufatti, offrendo una lettura facile, multidisciplinare e filologicamente corretta, oltre che una suggestiva contestualizzazione.
Fondazione Musei Civici di Venezia, 2

INFORMAZIONI GENERALI
Sede: Museo del Merletto, Piazza Galuppi, 187 – Burano
Inaugurazione: sabato 25 giugno 2011, ore 11
Orario: 10.00 – 18.00, fino al 31 ottobre
10.00 – 17.00, dal 1 novembre al 31 marzo
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Chiuso martedì, 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio
Biglietti
Biglietto singolo intero 5 euro; ridotto 3 euro
ragazzi da 6 a 14 anni; studenti* dai 15 ai 25 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di
ragazzi o studenti; cittadini ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice; soci FAI
Gratuito
residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con
accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; 1 gratuità
ogni 15 biglietti previa prenotazione;membri I.C.O.M.
*è richiesto un documento

INFORMAZIONI
www.visitmuve.it info@fmcvenezia.it call center 848082000

PRENOTAZIONI
www.visitmuve.it call center 848082000

Partner Istituzionale Fondazione Musei Civici di Venezia

Rievocazione storica per S.Alessandro giovani protagonisti a Bergamo

Rievocazione storica della Passione di S. Alessandro Martire Patrono di Bergamo. Anno 2011.
Dopo il grande successo dell’anno passato anche quest’anno l’Assessorato alla Cultura e Spettacolo del Comune di Bergamo, nell’ambito delle iniziative organizzate per l’Estate 2011, promuove un casting per la selezione di ragazzi e ragazze che parteciperanno alla Rievocazione storica della Passione di S. Alessandro Martire Patrono di Bergamo, domenica 28 agosto.
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Letture Amene sotto il berceau per il 2011 ricorda Edoardo Sanguineti

Libri, autori e lettori tornano protagonisti a Bergamo (circolino di Città Alta) per la sesta edizione della rassegna letteraria Letture Amene sotto il berceau che quest’anno ricorderà il grande Edoardo Sanguineti.
Martedì 7 giugno alle ore 18 molti lettori bergamaschi dunqe si riuniranno sotto il berceau del Circolino di Città Alta (vicolo sant’Agata) per ascoltare le appassionate relazioni di Niva Lorenzini e Erminio Risso, due studiosi dell’opera multiforme di Edoardo Sanguineti a cui la sesta rassegna è dedicata.
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CONCERTO PER LE DONNE AL TEATRO SOCIALE DI BERGAMO

L’ASSESSORATO ALLA CULTURA E SPETTACOLO IL CONSIGLIO DELLE DONNE IN OCCASIONE DELLA “GIORNATA DELLA DONNA” CONCERTO diretto da Damiana Natali ed eseguito dall’Orchestra Ars Armonica
Soprano Giuseppina Colombi, Soprano Giuseppina Colombi
Lunedì 7 marzo 2011, ore 21.00 TEATRO SOCIALE
Via Colleoni, Città Alta «Ho accolto con grande piacere l’invito rivoltomi dal Consiglio delle Donne, al fine di organizzare insieme un appuntamento tutto al femminile, destinato a ripetersi negli anni, destinato a cadenzare regolarmente l’anno bergamasco. Vivo quotidianamente la fatica delle donne in ambito lavorativo ed ora anche in ambito politico e sociale. So quanto sia faticoso e altrettanto bello” ha dichiato l’Assessore alla Cultura del comune di bergamo Claudia Sartirani invitando tutta la cittadinanza a partecipare.

E’ CARNEVALE: BERGAMO L’ALTRA VENEZIA

“Il Carnevale è una di quelle Feste in cui non esistono più differenze tra giovani e meno giovani” esordisce così l’Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Claudia Sartirani per illustrare il ricco calendario in programma nei prossimi giorni in tutta la città : “E’ una festa di tutti e per tutti – prosegue – momento di condivisione al di là delle disuguaglianze che separano e disgregano durante tutti gli altri giorni dell’anno”.
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LORENZO LOTTO: PITTORE DELL’ANIMO A ROMA

Il primo pittore italiano a essere sensibile ai mutevoli stati dell’animo umano - scriveva il grande critico Bernard Berenson di Lorenzo Lotto - il che fa di lui, in modo preminente, uno psicologo”. Lotto fu davvero un artista unico capace di portare alla luce la vita interiore sul volto dei suoi soggetti; di essere un pittore – psicologo in un’epoca che stimava quasi soltanto forza e gerarchia; di essere un pittore personale in un periodo storico in cui la personalità stava per diventare meno stimata del conformismo; di essere un evangelico di cuore in un paese nel quale un cattolicesimo rigido e rafforzava la sua presa.
Dopo la mostra che a Bergamo, e poi a Washington e Parigi, celebrò nel 1998 Il Genio inquieto del Rinascimento oggi per il pubblico è possibile visionare i più grandi capolavori del maestro in occasione dell’esposizione monografica «Lorenzo Lotto» presso le Scuderie del Quirinale a Roma. (fino al 12 giugno da domenica a giovedì ore 10 – 20, venerdì e sabato fino alle 22,30).
La mostra, che segue quelle dedicate ad Antonello da Messina e a Giovanni Bellini, presenta 34 dipinti italiani, di cui 17 restaurati (per lo più pale e polittici), e opere di musei come quelli di Bergamo, Berlino, Digione, Londra, Parigi, New York e Ottawa.
Le sale sono organizzate in ripartizioni tematiche: prima le pale d’altare, poi i ritratti, infine i quadri di devozione privata, via via con qualche licenza. Si comincia dall’Assunta di Asolo del 1506 e si finisce con l’estrema Presentazione di Gesù al Tempio di Loreto, dipinta da Lotto poco prima di morire, nel 1556. In mezzo scorre la vita dell’artista, piena di rifiuti e successi, ascese e declini. Questa continua altalena segna anche il percorso espressivo del pittore che – fino a un certo punto – racconta solo una storia tesa, incredibilmente pronta a confrontarsi con il reale che lo circonda e capace di adattarsi ai continui rivolgimenti che percorrono l’Italia; d’inoltrarsi tra sperimentalismi della maniera moderna e margini che si propagano fino alla stagione della controriforma.
Quasi tutte le opere provenienti da Bergamo (in particolare la predella della pala Martinengo dell’Accademia Carrara, la Trinità del Museo Bernareggi, il polittico di Ponteranica e, appunto, la pala di San Bernardino) sono state restaurate per l’occasione (grazie al contributo della Fondazione Credito Bergamasco) e risplendono come gioielli in mostra: un’lteriore buona occasione per pensare ad un viaggio romano in primavera.

Lorenzo Lotto
2 marzo 2011 – 12 giugno 2011
da domenica a giovedì ore 10 – 20, venerdì e sabato fino alle 22,30
Biglietti
Intero € 10,00
Ridotto € 7,50
www.scuderiequirinale.it

Inaugurata a bruxelles mostra capolavori dell’Accademia Carrara

Si è tenuta ieri, giovedì 10 febbraio,l’inaugurazione della Mostra “Maestri veneziani e fiamminghi” che vede esposte al Bozar di Bruxelles cinquantuno opere dell’Accademia Carrara.
«La Carrara è chiusa – ha dichiarato l’Assessore alla cultura del comune di bergamo Claudia Sartirani- quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase nell’ultimo anno, quante volte l’abbiamo detta. E quante volte abbiamo parlato del restauro della nostra Accademia e quante volte abbiamo risposto alle domande inerenti il procedere dei lavori. Oggi io voglio dire la Carrara è aperta. Perché la Carrara non è lo stabile che ospita il nostro patrimonio artistico. La Carrara è quel patrimonio artistico. La Carrara è come la nostra Città. La scorsa estate, quando abbiamo presentato le tante iniziative programmate per i mesi più caldi dell’anno, qualcuno ha intitolato un bell’articolo “Bergamo è aperta per ferie”.
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I maestri dell’Accademia Carrara in mostra a Bruxelles

Dopo il successo della mostra presso il Chiostro del Bramante nel cuore di Roma, i capolavori dell’Accademia Carrara riprendono il loro itinerario europeo alla volta del Belgio.
Presso il Palais des Beaux-Arts, Bruxelles dal 10 febbraio all’8 maggio 2011 sarà allestita l’esposizione denominata Maestri veneziani e fiamminghi Bergamo e Anversa. Arte, economia, politica. Due capitali a Bruxelles .
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Bergamo capitale dell’arte del presepio

Venite adoremus: sono parole che riportano all’atmosfera natalizia nella sua intensità religiosa, famigliare, popolare e sono quelle scelte dal Comune di Bergamo (Assessorato alla Cultura) per accompagnare le due mostre che si apriranno tra pochi giorni in città dedicate all’arte del presepio. Luoghi delle esposizioni saranno la chiesa di S.Agata del Carmine in Città Alta e la ex chiesa della Maddalena in via s.Alessandro: “Quest’anno – spiega l’Assessore alla Culutra Claudia Sartirani – l’incanto che ognuno di noi può provare nell’intimo della propria esperienza famigliare si amplifica a livello cittadno grazie a due preziose mostre dedicate all’arte del Presepe antico. Si tratta di un momento importanti che porterà Bergamo al centro di questo mondo artistico con il grande convegno internazionale del 2016”.
Il presepe bergamasco si defisce con una propria fisionomia così come spiega Giacomo Belotti Masserini che ha coordinato il lavoro frutto della collaborazione delle quattro sezioni bergamasche dell’Associazione Amici del Presepe (Brembo di Dalmine, Cividino Quintiano, Scanzorosciate, Ponte S.Pietro) : “La nostra associazione è nata nel 1953 un anno dopo la nascita a Barcellona della Federazione internazionale. Tra gli obiettivi vi è quello di diffondere la cultura del presepio come collaborazione e condivisione, per questo abbiamo pensato di allestire due mostre che ne portassero in luce gli aspetti peculiari. La prima Angelus Domini Missus est, presso la chiesa del Carmine sarà costituita da 7 diorami e 3 presepi, la seconda nella chiesa della ex Maddalena sarà incentrata sulla potenza soggetiva delle statue. E’ il primo passo verso l’organizzazione del Convegno Internazionale del 2016 la cui organizzazione spetterà proprio a Bergamo. Per avvicinarci al meglio nei prossimi anni estenderemo collaborazioni ed eventi anche allle altre sezioni lombarde e per far sì che il Presepe diventi sempre più elemento identitario e artistico per tutti noi”.
L’architetto Gianluca Gelmini ha curato i due allestimenti : “Non è stato facile perché l’ex chiesa della Maddalena è uno spazio potente che gode di una sua forte autonomia e quella del Carmine ha una scarsa illuminazione. Nella mostra dedicata alla statuaria abbiamo dunque pensato di allestire isole trasparenti e capsule, suddivise per tematiche, che giocassero con illuminazioni da cogliere nelle trasparenze e nei riflessi. In Città Alta abbiamo valorizzato il buio creando isole illuminate collegate da un filo d’oro”.
Barbara Crivellari, curatrice della mostra, spiega le ragioni storico-arstiche che hanno portato a questo due mostre d’altissima qualità : “Gli studi ci hanno fatto capire come nel ‘500 tra i maggiori scultori che a Napoli si dedicavano all’arte del presepio vi fosse un bergamasco di nome Pietro Belverte. Ebbe molti allievi, tra i quali persino Giovanni da Nola, che veicolarono la sua marca artistica. In quella Napoli cominciavano dunque, anche su ispirazione bergamasca, a porsi le basi per quella tradizione che avrebbe fatto grande la città nel ‘700. Per molti secoli inoltre a Bergamo vi furono numerose botteghe attive nella produzione di sculutre in gesso perle chiese che in periodo natalizio sospendevano l’abituale lavoro per dedicarsi a quelle da realizzare per i Presepi. Tra di essi la più florida fu quella “del Guelfo” in Piazza Pontida che forse ci segnala un collegamento (dimostrato in mostra) con un paesino in provincia di Lucca che fu la capitale dei maestri figurinai emigrati in tutto il mondo.
Dal 1920 la produzione si estende anche a quelle per le famiglie che in quesgli anni cominciano ad allestire negli spazi privati il proprio presepe.
Le due mosttre dimostrano quindi come Bergamo fu luogo d’arte e di botteghe, ma per gli appassionati anche le sezioni provinciali offrono appuntamenti significativi. A Ponte S.Pietro sarà allestia una mostra del più grande presepista spagnolo Mestes Baixas che ha concesso 46 opere : “Abbiamo anche prenotazioni dalla Spagna – spiega il responsabile Claudio Mattei – perché mai ne sono stati esposte così tante in una stessa occasione. La mostra sarà aperta dal 9 dicembre al 9 gennaio tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19”. Vi sarà una mostra speciale anche a Cividino, così come nella chiesa di Rosciate e naturalmente sarà visitabile anche il Museo del Presepio a Brembo di Dalmine (feriali 14.000-18; festivi 9-12 e 14-19)
Informazioni:
Angelus Domini Missus est. Mostra presepi
Chiesa di S.Agata del Carmine via Colleoni Bergamo Città Alta
Dall’11-12 aal 9-1

L’arte del presepio bergamasco antico. Mostra Statue bergamasche.
Ex Chiesa della Maddalena via S.Alessandro Bergamo
Dall’8-12 al 6-1

Orari:
da mart a sab 14.30-19.30
sabato fino alle 22 in S.Agata del Carmine
doemnica e festivi 9.30-12.30 e 14.30-19.30
chiuso lunedì e il 1 gennaio la mattina
tel-fax 035-563383 338-4569377
info@museodelpresepio.com

ingresso singola mostra 2.50 euro; integrato due mostre 4.00 euro, gratuito bambini fino a 10 anni.

Beijing International Piano Festival successo per lo staff del Festival Pianistico Internazionale

Prosegue il Beijing International Piano Festival
Ha preso il via giovedì 18 novembre nella Beijing Concert Hall con il concerto inaugurale la seconda edizione del Beijing International Piano Festival, che si protrarrà fino al 29 novembre per un totale di 12 concerti in 12 giorni. E’ stato Roberto Cominati ad aprire il Festival di Pechino insieme alla China Broadcasting Film-Symphony Orchestra guidata da Hu Yong Yan. La sera del 20 novembre Roberto Cominati si è poi esibito con Andrea Lucchesini insieme ai percussionisti Li Biao (del quale ricordiamo la splendida partecipazione al Festival di Brescia e Bergamo nel 2009) e Liu Gang in un programma che ha incluso la Sonata per due pianoforti e percussioni di Bartók.
Pier Carlo Orizio dirigerà domenica 21 novembre la Tianjin Symphony Orchestra nel Secondo Concerto per pianoforte di Chopin, solista Enrica Ciccarelli, e nella Suite dallo Schiaccianoci di Čajkovskij.
Il giorno seguente Andrea Lucchesini tornerà sul palco della Beijing Concert Hall per un recital dedicato a Scarlatti, Schubert e Chopin. Continua a leggere…