“ROMA – La leggenda si fa storia. Il luogo più celebre del mito della storia di Roma, cercato per secoli, è apparso. Il Lupercale, ovvero il luogo dove la lupa avrebbe allattato i gemelli Romolo e Remo, è stato trovato: è vicino alle mura della dimora di Augusto, in un avvallamento sotto le pendici del Palatino e in un’area mai esplorata finora tra il Tempio di Apollo e la Chiesa di Sant’Anastasia, a 16 metri di profondità. A dare oggi l’annuncio dell’incredibile scoperta, il ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli.”
Delo
16 Luglio 2007A Delo, l’isola sacra degli antichi Greci, si può arrivare solo via mare. Per chi ha un minimo di immaginazione l’approdo è suggestivo: mentre il battello si avvicina, si fanno via via più definite le rovine dell’antica civiltà. La prima considerazione è che doveva davvero essere un’isola fiorente; considerazione che viene confermata dalla visita all’isola. È un susseguirsi di resti di templi, di agorà più o meno grandi (pare che a Delo vi fosse il mercato di schiavi più importante dei tempi) e di abitazioni civili (le uniche che sono state rinvenute in tutta la Grecia).
Per chi ama visitare i siti archeologici, Delo è una meta obbligata: l’isola era votata innanzitutto al dio Apollo, ma in ragione del fatto che era considerata sacra da molti popoli antichi (al punto che sul suo suolo era proibito partorire e morire), vi si trovano i resti di templi dedicati anche ad altri dèi (egizi compresi e, d’altronde, non va dimenticato il fatto che una delle dinastie di faraoni più nota – i Tolomei – era di origine greca).
I resti che si ammirano sono “ridotti male”: per circa un millennio Delo è stata lasciata nelle mani di predoni senza scrupoli che l’hanno utilizzata come cava di marmo a cielo aperto e così le sue rovine sono state razziate un po’ da tutti.
Bellissima la vista che si gode da alcuni di tali rovine, come – ad esempio – dal teatro che “affaccia” sul mare.
L’isola, ora, è brulla e disabitata e la visita agli scavi può risultare faticosa per due motivi: il sole che picchia impietoso e l’assoluta mancanza di un punto ristoro (cui sarebbe facile rimediare).
Il museo archeologico (ingresso gratuito) è poco organizzato e complessivamente deludente e manca di un bookshop nel quale comprare materiale informativo e gadget vari.
Se ci si trova nelle Cicladi, Delo è una tappa da non mancare.

Nella foto: resti del tempio
dedicato a Dioniso dio della fertilità.
Pubblicato da Danilo Ruocco
Pubblicato da Danilo Ruocco 












