Vedere e non toccare

9 Ottobre 2008
Touchscreen

Touchscreen

  Altro che telefoni, sono diventati ormai, per molti, compagni inseparabili, strumenti di utilità irrinunciabile. Per rimanere in contatto, per ricordare, per organizzare, per conservare, per condividere, per spasso o per lavoro; quelli che una volta erano telefoni (cellulari) sono diventati oggi veri e propri terminali mobili, apparecchi tecnologici che fanno la qualità della nostra vita, ampliando potenzialità ed efficienza del nostro tempo.
  Negli ultimi mesi si sta facendo largo una nuova generazione di dispositivi sprovvisti, grazie alle tecnologie touchscreen, della vecchia tastiera numerica a favore di un sistema estremamente comodo che consente di interagiree direttamente con lo schermo, adattabile quindi alla bisogna in virtù della funzione che deve svolgere.
  Il primo approccio ad un touchscreen è a dir poco coinvolgente, finalmente un rapporto non più mediato tra l’uomo e la macchina ma una relazione diretta, immediata, in cui l’azione fisica umana è essa stessa funzione tecnologica, quasi che le dita potessero entrare nella macchina e diventarne parte. Indubbiamente futurista ad oggi, quasi sicuramente lo standard di domani per comodità, immediatezza, flessibilità, facilità ed efficienza.
  C’è però un però, e che però!

Il futuro secondo Nokia

2 Agosto 2007

  Ben lontani dall’intenzione di recensire qui un tecnoprodotto che nemmeno si è ancora visto nei negozi, sembrava però interessante scrutare la visione dell’imminente futuro da parte del colosso mondiale del “connecting people”.
  Sostanzialmente un minituttofarepc con spiccata propensione al versante web, più che alla telefonia in senso stretto, al punto da prevedere per tale funzione direttamente un’applicazione web appunto come Skype. Linux è il sistema operativo che Nokia sceglie per il suo nuovo prodotto di punta confermando una volta di più che un’azienda leader può permettersi di arrivare con un lieve ritardo sulla concorrenza (come già accadde con i videofonini) ben consapevole che un utile economico degno di un colosso può stare soltanto nei numeri “colossali” appunto di produzione e vendita e non certo nella proposta di prodotti di nicchia per un’utenza di nicchia.
  Nokia si conferma cioè per quello che è, a mio modesto avviso, leader difficilmente raggiungibile dai concorrenti sul piano del vero progresso tecnologico, quello cioè che rende accessibile alle masse ciò che tutti posssono proporre ai privilegiati.
  Pochi secondi di questo flimato, all’inizio e alla fine (peccato che un po’ prolisso), possono bastare per toccare con mano l’incombente standard dei tecnocosi con cui a breve in molti potranno avere a che fare. Si consideri infatti che al momento questo prodotto di punta da poco presentato è disponibile a poco meno di 400 euro, cioè a dire il prezzo di “comuni” videofonini di ultima generazione. Qualche mese di commercializzazione e saranno in molti a potersi portare in tasca il mondo intero, sempre che nel frattempo le aziende di connettività riescano a fare a loro volta un proprio upgrade generazionale scommettendo anch’esse sul nuovo che avanza su larga scala piuttosto che mortificare un progresso possibile a favore di pochi grandi guadagni su pochi sfruttatissimi fortunati.