Ieri sera presso la libreria Caffè letterario di Bergamo Raffaele Carcano – segretario dell’UAAR – ha presentato il libro che ha scritto assieme ad Adele Orioli: Uscire dal gregge, pubblicato da Luca Sossella Editore. Si è trattato di una serata molto interessante durante la quale si è parlato del “delitto di apostasia” (così la Chiesa Cattolica definisce lo “sbattezzo”), ovvero della possibilità di lasciare la Chiesa Cattolica. Carcano, a questo proposito ha sottolineato come l’ingresso (tramite il “pedo-battesimo”) nella Chiesa Cattolica sia obbligato, mentre l’uscita dalla medesima sia vietato (e il farlo è definito “delitto”). Ciò, tra l’altro, ha continuato Carcano, è in palese contrasto con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e ha aggiunto che lo stesso “pedo-battesimo” sarebbe, per la legge italiana, incostituzionale. In seguito alle battaglie dell’UAAR, però, la possibilità di sbattezzarsi è diventata una procedura semplice (ossia basta una raccomandata), seppure la Chiesa Cattolica faccia di tutto per convincere il richiedente a tornare sui propri passi.
Nel suo intervento Carcano ha sottolineato come nei Paesi nei quali alto è il numero dei non credenti ci sia maggiore rispetto per le diversità altrui e ci sia anche un più alto indice di sviluppo.
La notizia [La Repubblica] è di qualche giorno fa, ma l’occasione è troppo ghiotta per non scrivere due righe a proposito.
Cala di circa 35 milioni di euro la devoluzione dell’otto per mille del gettito IRPEF alla Chiesa Cattolica, e questo nonostante siano anche aumentate le firme a favore dell’organizzazione religiosa. Un niente in termini assoluti se si pensa alle centinaia di milioni di euro che la chiesa ottiene dallo stanziamento dell’otto per mille dalla Repubblica Italiana, ma comunque un segno interessante di cambiamento.
Ma se le firme aumentano, come mai il gettito diminuisce? Dove sta il trucco?
Il “trucco” è lo stesso per il quale, a fronte di poco più di un terzo della popolazione italiana che opta per la devoluzione alla chiesa dei fondi dell’otto per mille, Chiesa Cattolica incassa la quasi totalità del gettito, circa il novanta per cento! La legge prevede infatti che anche la quota parte di chi non esprime una scelta sia destinata in virtù delle scelte di chi invece lo ha fatto. E’ accaduto cioè che sono aumentate le scelte espresse e di queste nuove molte sono state a favore dello Stato.
Volendo essere particolarmente ottimisti sembrerebbe quindi che stia diminuendo l’ignoranza diffusa (e voluta) del meccanismo di attribuzione dei fondi e che i nuovi consapevoli in qualche modo stiano obiettando al “trucco” che dà alla chiesa ciò che della chiesa non è.