Il tango apre il Festival Danza Estate
Tutto è pronto per la 23 edizione del Festival Danza Estate: un traguardo importante per CSC Anymore che dal 27 maggio sarà impegnata nell’organizzazione della Stagione 2011 della rassegna dedicata alla danza contemporanea. Anche wuest’anno scenario degli spettacoli sarà la straordinaria cornice del teatro sociale in città Alta, con inizio delle rappresentazioni alle 21.30.
Il Festival si articolerà dunque dal dal 27 maggio al 10 luglio. Continua a leggere…
Teatro Sociale a Bergamo: la nuova Casa delle Arti
Una grande novità per il pubblico teatrale bergamasco, ma anche lombardo e forse italiano: Bergamo, dopo aver ritrovato il Teatro Sociale di Città Alta con la recente riapertura, divenenendo così tra le poche città a possedere due teatri storici attivi contemporanemante (con il Donizetti), propone ora proprio per il Teatro Sociale una Stagione autonoma, ricca e multiforme: “Sarà una vera Casa delle Arti – spiega il nuovo direttore artistico Luigi Giuliano Ceccarelli (curatore anche della stagione di Prosa) e diversamente dal Teatro Donizetti – sarà un contenitore volto a promuovere la cultura attraverso una serie di rassegne: ognuna delle quali dedicate a un particolare filone artistico, dalla danza alla visual art; all’arte della parola, declinata nel segno della contemporaneità del linguaggio, ma anche di una più antica tradizione popolare; al teatro per ragazzi e famiglie; all’arte del circo e del funambolismo; alla musica”.
Continua a leggere…
Di un cantastorie del Settecento e di un luogo delle Memorie di Giacomo Casanova
Di un cantastorie del Settecento e di un luogo delle Memorie di Giacomo Casanova potrebbe essere questo il sottotitolo letterario di Casanova: lo spettacolo inaugurale del Festival Danza Estate 2010, a cura di CSC Anymore, che si è presentato il 10 giugno al pubblico con la produzione di ATERBALLETTO – Fondazione Nazionale.
Uno spettacolo teso e nervoso, fatto di movimenti contratti ad evocare la vita di Giacomo Casanova, avventuriero veneziano del XVIII secolo e le atmosfere del suo tempo.
La coreografia di Eugenio Scigliano richiama le tensioni di un uomo che le sue stesse memorie, e la leggenda, ci hanno decritto preso dal turbinio delle avventure, delle scommesse, dei viaggi e delle innumerevoli conquiste: tutti segnali di un disagio personale, ma anche di un’epoca e di una società che nascondevano così l’inquietudine per il consapevole crollo della realtà della quale erano stati protagonisti. Casanova diventa l’emblema di una società sul baratro, di una leggerezza del vivere al bordo del precipizio.
Quella di Casanova è una Venezia ormai ai margini dei grandi commerci, estromessa dalle rotte mercantili più ricche, che si trasforma in un luogo di spettacolo e gioco d’azzardo a calamitare nobili, denaro, possibile prestigio con decine di teatri e case da gioco.
Un luogo di vite intrecciate, consumate velocemente, a tratti bruciati e dai confini sempre più labili tra morale e realtà, tra ideale e pratica, sull’onda ansiosa del consumo di ogni cosa, atmosfera, relazione. Continua a leggere…
Itinerario nel mondo della danza
Festival Danza Estate 2010 10 giugno/9 luglio
Bergamo, Teatro Sociale
Si svolgerà a Bergamo dal 10 giugno al 9 luglio il Festival di danza contemporanea “Danza Estate 2010”, organizzato dal C.S.C. Anymore di Bergamo: “Il Festival Danza Estate – spiega Nelly Fognigni di CSC Anymore – è ormai un appuntamento costante e atteso dell’estate. Quest’anno si propongono otto serate in cui la danza sarà protagonista nelle sue diverse espressioni e forme, con l’intento di raggiungere un pubblico quanto più vario ed ampio possibile”.
Così come l’anno passato il Festival, giunto alla 22° edizione, sarà ospitato nel suggestivo Teatro Sociale nel cuore di Città Alta : “Questo teatro – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Claudia Sartirani – è stato realizzato ad inizio ‘800 su disegno dal grande architetto austriaco Leopold Pollack e restituito alla città nella sua originaria bellezza da un recente e accurato restauro conservativo. E’ un contenitore straordinario che nei nostri progetti vuole diventare la vera casa delle Arti e il Festival Danza Estate ne è un primo capitolo di assoluto spessore”. Continua a leggere…
Beethoven Sizes: la dimensione del corpo e della musica
Due pensieri estetici per due letture diverse della musica di Beethoven: è stata questa la sfida di Gustavo Ramirez Sansan e di Paolo Mohovich, i due coreografi che hanno messo in scena per il quarto appuntamento del Festival Danza Estate a Bergamo per Beethoven Sizes. Sul palco del Teatro Sociale la compagnia torinese di danza contemporanea Balletto dell’Esperia, diretta dallo stesso Mohovich, dopo il lavoro dell’anno scorso su Mozart ha volto la propria attenzione a Beethoven ricercando una diversa dimensione armonica tra musica e corpo. Giocando sul doppio registro dell’opera di Beethoven, il Balletto dell’Esperia ha affiancato Sonate e Sinfonie, lasciando ai due interpreti una libera traduzione delle loro impressioni. Gustavo Ramirez in Caliban ha scelto alcune Sonate per pianoforte e violoncello evocando attraverso la figura del mostruoso schiavo della Tempesta di Shakspeare il tormento per la propria condizione di reietto, il desiderio di libertà e la finale rassegnazione imposta dal suo distino. Un insieme tradotto grazie ai movimenti di tre danzatori: volti diversi di una personalità complessa, che hanno fatto dell’energia e della forza un linguaggio plastico vibrante di intensità emotiva, senza trascurare la pulizia e l’armonia dei movimenti di radice classica. Ne Il prato di Ludwig Paolo Mohovich ha sposato lo spirito della Pastorale passando da una dimensione di ristoro agreste ad una più profonda legata al senso della vita e del divino. Il coreografo ha immaginato un’ambientazione campestre con giochi amorosi su un prato d’estate, tra scherzi e momenti d’intimità tra giovani, e ha poi lentamente spinto gli interpreti a trasformarsi in altro, a diventare creature dei boschi. La suggestione crescente si è fatta più forte con questi esseri vitali – forse cervi – a rimandare all’idea panteistica di comunione tra uomo e natura. Un ideale esaltato dal pensiero romantico, e abbracciato da Beethoven, ma malinconicamente frantumato con disincanto dal coreografo nel ricordo di come gli uomini spesso rompano gli equilibri naturali. Mohovich ha svolto il suo racconto attraverso una danza ariosa e piena di grazia, nella quale il movimento puro si è fatto strumento per descrivere le emozioni, dove le ascendenze neoclassiche hanno arricchito i passaggi di danza tra linee pure e giri scattanti volti ad accentuare la musicalità e l’agilità atletica degli interpreti, alla ricerca di un equilibrio tra quiete e bellezza del mondo.