29 Ottobre 2009
La danza come possibilità di esprimere emozioni attraverso il corpo, come linguaggio di comunicazione: è questa l’idea che ha accompagnato la coreografa Simona Bucci nella costruzione dello spettacolo Giorgio e il Drago, inserito nell’ambito del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti 2009 (andato in scena il 28-29 ottobre per centinaia di bambini delle scuole primarie e il 28 sera per il pubblico cittadino).
Con i tre protagonisti Roberto Lori, Carmelo Scarcella e Chiara Cinquini, la coreografa ha cercato di elaborare un insieme teatrale volto ad avvicinare i bambini al mondo della danza non intesa come coreografia classica ma, come la intendeva Alwin Nikolais maestro della Bucci, come arte del movimento, in uno spazio in cui si possano incontrare tutte le forme di movimento senza gerarchie, ma distinte solo per differenza di stile.
La vicenda si apre con gesti avvolgenti e luminosi dei tre danzatori, dotati di piccole fonti luminose a decorazione delle mani, che li rendono simili a lucciole.
Il bosco prende vita e dà inizio alla storia di San Giorgio e il drago, riletta in chiave antieroica, con un protagonista pieno di difetti e vulnerabile. Giorgio, uno dei tre personaggi, è pigro, mangione, pauroso, imbranato. Gli elementi che lo accompagnano sono simboli delle sue prerogative: una coperta, un cuscino, un vaso da notte, un cucchiaio e un coperchio.
Al contrario l’amica Meda è curiosa e vivace, sempre pronta ad esplorare la realtà che la circonda. La vicenda racconta di un bosco in cui si nasconderebbe il drago e che Giorgio non ha nessuna voglia di perlustrare. Un urlo di Meda però lo costringe ad andare in suo aiuto, con l’appoggio dell’asino Gaso, che trasforma gli oggetti della sua debolezza in elementi per prepararsi a difendersi e attaccare. L’insieme tra movimento, luci e musica è battente, ipnotico, quasi allucinante in un vortice che vuole mettere in evidenza le paure da superare; forse impegnativo per un pubblico indicato dai 6 anni, ma frutto di una riflessione teatrale e coreografica.
L’epilogo è un modo per riflettere sulla possibilità di trasformare le nostre debolezze in punti di forza, una volta riconosciuti e accettati.
La musica originale è di Paki Zennaro, sulla scena con chitarra e sintetizzatore e ha forti sfumature orientali.
Giorgio e il drago
Liberamente ispirato a San Giorgio e il drago
coreografia e concezione scenica Simona Bucci
con Roberto Lori, Milo Scarcella, Frida Vannini
musica originale Paki Zennaro
costumi Massimo Missiroli
disegno luci Andrea Margarolo
scenografia Angelo Linzalata
Simona Bucci, già direttore artistico e coreografa della Compagnia Imago, fondata a Firenze nel 1983, nel 2002 fonda la Compagnia che prenderà il suo nome.
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15 Giugno 2009
Nulla in mundo pax sincera – In questo mondo non c’é una pace onesta.
Nulla in mundo pax sincera (RV 630) è un motteto sacro composto da Antonio Vivaldi su un testo latino anonimo, scritto in Mi maggiore nel tipico stile del barocco italiano.
E’ eseguito da un soprano, due violini, viola e basso continuo, che di solito è un violoncello ed uno strumento a tastiera ma che in Vivaldi è spesso un organo.
Il testo si sofferma sulle imperfezioni del mondo che è pieno di peccato e malvagità e supplica Gesù affinchè dia la salvezza.
Nulla in mundo pax sincera – In questo mondo non c’é una pace onesta: è anche il titolo dell’intenso insieme di parole e musica che, sommato ai gesti dei ballerini, costruiscono uno dei quadri più forti dello spettacolo Gran Galà: classico e oltre… della Compagnia Ersilia Danza andato in scena la sera del 14 giugno sul palco del ritrovato Teatro Sociale, nell’ambito del Festival Danza Estate 2009 di CSC Anymore a Bergamo.
E’ questa la scena, articolata sulle creazioni di Simona Chiesa, che chiude la prima parte dello spettacolo e apre la serie dei momenti più intensi della serata, dopo un’accademica serie di coreografie dalla tradizione della danza.
Lo spettacolo riesce a far scattare il coinvolgimento dello spettatore proprio da quando la danza contemporanea, costruita sulla conoscenza di solide basi classiche, riesce a dialogare con lo spettatore grazie ad un linguaggio attuale ricco delle sfumature tese dell’essere contemporaneo, in una dimensione che vive dei silenzi tesi del rapporto tra uomo e donna, nel ricercarsi ondulato dei corpi e degli animi verso il raggiungersi in momentanei attimi d’incrocio fatti di agili sollevamenti ed eleganti pivot.
Il filo dell’eleganza continua a svolgersi anche in Ciaccona, sulle musiche di Arcangelo Corelli, e nell’originale Protege moi dove intrecciate alle melodie di Garème Revell e dei Placebo, gruppo inglese dell’alternative rock, i quattro danzatori costruiscono un carico di crescendo emotivo. Due figure maschili s’intrecciano a due femminili in una serie di movimenti lenti e poi sempre più concitati, nell’espressione di un bisogno di protezione verso se stessi e verso gli altri. Una protezione che però si esaspera e genera un desiderio tormentato di fuga e di evasione verso l’inevitabile solitudine.
Spartacus di Yuri Grigorovich è ben interpretato da Francesca Podini e Gabriele Corrado, mentre Quartetto tradotto in scena da Antonella Albabo, Serena Sarnataro, Maurizio Licita e Fabio Saglibene conclude lo spettacolo con un gioco divertente. Come pittori pronti a dipingere un quadro astratto, due danzatrici vestite con costumi che citano Mirò, si muovono nello spazio con andamenti sinuosi e femminili, contrapponendosi alla linearità e alla precisione del gesto maschile dei due ballerini. I due universi s’incontrano creando formazioni poetiche ed ironiche.
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14 Luglio 2008

E’ stato uno spettacolo interessante sia per i contenuti proposti che per l’equilibrio compostivi e strutturale quello proposto dal Balletto Teatro di Torino per l’ultima data del Festival Danza Estate di Bergamo.
Con questa data il Festival Danza Estate, organizzato da CSC Anymore, ha riproposto una data interamente dedicata alla danza a fronte di un cartellone che ha presentato numerosi intrecci tra arte coreutica e teatro.
spettacolo
Con Trilogia il Balletto Teatro di Torino ha portato sul palco tre brevi coreografie di Matteo Levaggi create per il tour in Messico e America Latina. La Trilogia, giocata su musiche di Scanner, Haendel e poi sulla celebre “Lezioni di piano” di Nyman si è presentato un format dall’assoluto interesse, intenso sul piano emozionale e fisico, ben equilibrato e tecnicamente valido nei tempi e nelle linee.
Solo è il primo quadro ed è in uno stato confusionale e di totale perdita dell’equilibrio che nasce questa danza, apparentemente lenta come il movimento flessuoso di un gatto che affronta la preda, ma pronta a sprigionare folgoranti movimenti nello spazio. Il pezzo è creato su musiche di Arvo Pärt, compositore che fu definito “padre del minimalismo sacro”, apprezzato soprattutto per la semplicità dell’ascolto e la trasparenza emotiva delle sue opere.
Scherza Infida è il secondo momento dello spettacolo nel corso del quale un uomo e una donna affrontano il proprio essere in questo agrodolce duetto. Una bruciante coreografia, piena di passione e atleticità, sulla musica visionaria e languida di Haendel.
The Bee Dances è la sezione conclusiva con un balletto sulla famosa e trascinante musica di Michael Nyman creata per il film “Lezioni di Piano” di Jane Campion. La danza spinge i danzatori, con sbilanciamenti arditi di ritmo, in un vortice di movimento dall’ energia tutta contemporanea.
La compagnia Balletto Teatro di Torino
Il Balletto Teatro di Torino si forma negli anni ‘70 a Torino attorno alla prima ballerina del Teatro Regio, Loredana Furno, con lo scopo di proporre un repertorio alternativo rispetto agli spettacoli di danza di quegli anni e un discorso allargato alle altre discipline dello spettacolo. Fin dai primi anni la Compagnia ha proposto nuove creazioni, spesso su musiche appositamente composte, di coreografi significativi all’epoca come Vittorio Biagi, Roberto Fascilla, Loris Gai, Milorad Miskovich. In costante ricerca del nuovo, negli anni ’80 e ‘90 la Compagnia ha dato spazio anche alla danza contemporanea .
BALLETTO TEATRO DI TORINO
Trilogia
Solo
Coreografie: Matteo Levaggi
Interpreti: Selene Manzoni, Manuela Maugeri, Viola Scaglione, Mattia Furlan, Pedro Gonzales, Luca Martini, Takashi Setoguchi
Musica: Scanner
Scherza Infida
Coreografie: Matteo Levaggi
Interpreti: Manuela Maugeri, Luca Martini
Musica: Georg Friederich Haendel
The Bee Dances
Coreografie: Matteo Levaggi
Interpreti: Selene Manzoni, Manuela Maugeri, Viola Scaglione, Mattia Furlan, Pedro Gonzales, Luca Martini, Takashi Setoguchi
Musica: Michael Nyman
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Pubblicato da epicle
24 Giugno 2008

Ironia, intelligenza e ritmo fanno di Speradiserabeltemposi …rosso della compagnia Lucidosottile, andato in scena al Festival Danza Estate 2008 di Bergamo lo scorso 23 giugno, uno spettacolo dalla forte verve comica e graffiante. Tutte componenti che unite alle capacità attoriali delle due interpreti, Fiona Fireflay e Misha Olaf, catturano l’attenzione e regalano momenti di assoluto divertimento per un effetto che spesso la danza di oggi non ottiene e, a volte, rifugge volutamente.
Sul palco due improbabili e annoiate danzatrici mettono in scena uno spettacolo di danza contemporanea quando, colte in flagrante nel loro turbine di pensieri, si smentiscono e rivelano desideri, aspirazioni e volontà tutt’altro che attinenti a quanto avviene in scena.
Lo spettacolo nasce come manifesto di un periodo storico dove la danza diventa sempre più ermetica, concettuale, elitaria ed incomprensibile a contrasto con il mondo della TV dove esplode nelle sue componenti futili, perde la bellezza concettuale e si trova confinata in una sessualità commerciale e facilmente smerciabile.
La divertente parodia della danza si costruisce su quadri dissacranti che mettono alla ribalta i cliché abituali di questo mondo, in una serie di ritratti di allieve e insegnanti giocato sul sottile equilibrio del probabile-improbabile. Si va dalla maestra russa che per tratti e tono di voce ricorda molto la Franca Valeri de “Il segno di Venere” di Dino Risi, alla maestra supercafona e super moderna che rimanda alla Claudia Gerini diretta da Verdone, e ancora a modelli interpretati con originalità come la stralunata insegnate di danza New Age che promuove “l’occhio asmatico”, oppure quella rumorosa legata al mondo del Gospel con i suoi pericolosi ed assordanti gorgheggi.
I momenti comici si intrecciano con giusto equilibrio a quelli riservati alle personalità delle due danzatrici che, vittime del mercato del video in acesa e a picco nei teatri, mettono sul palco una beffa di loro stesse stanche di un ruolo che le etichetta.
Con questo spettacolo il Festival Danza Estate organizzato da CSC Anymore, ha saputo avvicinare al pubblico l’interessante realtà di LucidoSottile da tempo attiva nella sperimentazione e nella ricerca di una mescolanza artistica che intreccia il linguaggio teatrale quello cinematografico, quello delle arti visive.
Efficaci anche i costumi semplici e lineari, di Salvatore Aresu che con pochi dettagli lasciano spazio ai corpi, ai gesti e al lavoro espressivo delle due interpreti.
Divertente l’elaborazione musicale di Alessandro Olla che combina il testo alle musiche accompagnato dalle composizioni di Davide Sardo.
LUCIDO SOTTILE
Speradiserabeltemposi …rosso
Coreografie: Michela Sale Musio e Tiziana Troja
Interpreti: Fiona Firefarflay e Micha Oslaf
Elaborazione musicale: Alessandro Olla e Davide Sardo
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