Contro l’omofobia

12 Settembre 2009

Oggi si è svolta a Bergamo una manifestazione contro l’omofobia che negli ultimi tempi si sta manifestando in Italia con particolare violenza.
Ho colto l’occasione per chiedere ad Aurelio Mancuso (presidente Arcigay), Luca Pandini (presidente Arcigay Cives Bergamo), Giulia Lorenzi (presidente Arcilesbica XX Bergamo) e Carla Turolla (militante GLBT) cosa è l’omofobia e come la si combatte, oltre a chiedere loro quale sia il diritto più urgente da ottenere per le persone GLBT.


Due volte genitori

5 Marzo 2009
Due volte genitori

Due volte genitori

Chirurgo, ingegnere, avvocato, astronauta, calciatore.. chi più ne ha più ne metta. Quale neomamma o neopapà non si è ritrovato a vagheggiare su queste ed altre mille ipotesi? E se tuo figlio fosse anche omosessuale? No, questa ipotesi no, nessun genitore oserà mai supporre, in Italia sicuramente, perché si sa, essere omosessuale è un po’ una tragedia, come un tumore, una disabilità, un incidente stradale, lo si affronterà se mai dovesse capitare, del resto vuoi che capiti proprio a nostro figlio?
E poi capita però, suppergiù una volta su dieci, e mamma e papà non potranno che viverla come avevano previsto: una tragedia. Il mondo gli crollerà sotto i piedi, si ritroveranno uno sconosciuto come figlio, si sentiranno colpevoli, traditi, impotenti, arrabbiati, confusi. Quella singola semplice plausibile ipotesi che non fecero, per un folle tabù, per un’acritica accettazione della morale dominante, per una comprensibile debolezza di fronte alla prepotenza delle maggioranze, li costringerà a ricominciare tutto d’accapo, a diventare appunto una seconda volta genitore e il primo passo sarà quello di comprendere che questa tragedia l’avrà vissuta anche il loro ex pargolo e spesso per molti anni, prima che le persone su cui avrebbe dovuto maggiormente confidare potessero farne parte, e soprattutto che loro l’avranno dovuta vivere giovani, indifesi, deboli, senza strumenti culturali, senza la forza della maturità, senza sostanzialmente alcun aiuto: soli, pur se circondati da tutto l’affetto di cui i migliori genitori possono essere capaci.
Due volte genitori, il film/documentario prodotto dall’AGEDO, l’associazione dei genitori di omosessuali, che attraverso le voci dei suoi iscritti, esperienze di vita vissuta, vera, non romanzata, dal racconto dei protagonisti in prima persona, provano a dare forma e materia a questa sorta di tragedia invisibile, taciuta, fantasma. Una tragedia certo, ma inaspettatamente di un tale impatto emotivo da creare in sala irrefrenabile ilarità. Si ride, e molto, si ride delle debolezze umane, delle pochezze di alcuni, della forza di altri e non manca neppure in questo caso un lieto fine: la tragedia in verità tale non era, ovvero avrebbe potuto non essere!
Dovrebbero vederlo tutti questo documentario, figli e genitori, figli omosessuali e non, genitori di omosessuali e non, tutti quanti quando era il caso di fare quella famigerata plausibilissima, banalissima ipotesi non la fecero, perché sarebbe bastato quello forse per evitarla, la tragedia “omosessualità”.


No alla discriminazione delle persone GLBT

18 Ottobre 2008

Diritti per le persone GLBT

Al Forum Umanista Europeo di Milano si è parlato di diritti delle persone GLBT con la conferenza “Porre termine alla discriminazione delle persone GLBT oggi e non domani” cui hanno partecipato come relatori Grigoris Vaillanatos, Helen Ibry, Deborah Lambillotte, Aurelio Mancuso e Marianella Kloka. Ai conferenzieri è stato chiesto sia di esporre le situazioni di discriminazione nei confronti delle persone GLBT che vivono in Europa, sia di proporre possibili strade per migliorare la condizione di vita di milioni di cittadini dell’Unione Europea.
Nessuno dei relatori ha potuto affermare che la discriminazione nei confronti di gay, lesbiche, trans e bisessuali sia stata sconfitta. Certo, ci sono Paesi dell’Unione Europea nei quali si sono fatti grossi progressi, ma altri in cui sembra che l’intolleranza nei confronti delle persone GLBT sia tornata a livelli altissimi.
Deborah Lambillotte ha ricordato che la discriminazione nei confronti delle persone GLBT nasce dal fatto che su chiunque sia possibile “mettere delle etichette” partendo dalla determinazione del sesso biologico e ha invitato a eliminare dai certificati di nascita l’indicazione del sesso biologico, in quanto per determinare l’identità di una persona concorrono sia il sesso biologico (“ciò che c’è tra le gambe”), sia l’identità di genere (come una persona si sente di essere), sia l’espressione di genere (come una persona interagisce con la società) e sia l’orientamento sessuale.
Sono stati, poi, elencati i “poteri forti” che alimentano la fiamma dell’intolleranza: la chiesa cattolica, quella ortodossa, i fondamentalismi islamici. Per il “caso Italia”, inoltre, Aurelio Mancuso ha posto l’accento sul fatto che i politici italiani hanno “appaltato alla chiesa cattolica il sistema dei valori” in tal modo, nei fatti, scomparendo. Il presidente di Arcigay ha poi proposto cinque azioni per combattere la discriminazione in Italia:

  • maggiore autonomia del movimento GLBT da qualsiasi partito politico;
  • che il movimento si faccia rappresentante diretto delle persone GLBT con una soggettività politica diretta;
  • che si stringano alleanze con i soggetti che si battono contro tutte le forme di discriminazione;
  • che si realizzino importanti momenti di visibilità;
  • che, con le prossime imminenti elezioni europee, si costruisca un’Unione Europea sensibile alle questioni GLBT.

In ultimo è stato ricordato come tutte le persone siano uguali e abbiano diritto al rispetto delle loro differenze.


Barbara Alberti per la Libertà di pensiero e azione

15 Giugno 2008

In questo strepitoso intervento registrato per invitare a partecipare al Pride di Bologna del 28 giugno 2008, la scrittrice Barbara Alberti invita i preti a non occuparsi di sessualità, a non porre veti di alcun genere, bensì ad andare da uno psicoanalista!


Mi piace essere sodomizzata

5 Dicembre 2007

Pelle di Alberto D’Onofrio è davvero un ottimo film-documentario sull’amore e il sesso vissuto dai giovani italiani. Il regista indaga tutti gli aspetti della relazione amorosa e sessuale tra due o più persone, come indaga le diverse identità sessuali che si possono assumere, compresa quella di non assumerne affatto, ovvero di non riconoscersi in una definizione (etero-gay-bisex-lesbica-transgender…).
Pelle parla chiaro e senza falsi moralismi. Pelle racconta una parte di giovani italiani per come sono: molto lontani da come certi personaggi li rappresentano: molto più europei e sempre meno italioti (almeno in campo sessuale e amoroso) di quanto si immagini.
D’Onofrio intervista e chiede senza pudori quello che vuol sapere. Ascolta e si fa spiegare. Ascolta eterosessuali, lesbiche, omosessuali, erotomani, coppie aperte e chiuse, single, sadiche e masochisti, gelosi e scambisti…
Chiede e le risposte non si fanno attendere e sono vere, schiette: “Mi piace essere sodomizzata” gli risponde una bella fanciulla… ed erano secoli che non sentivo nulla di simile!
Pelle è un film-documentario da far vedere nelle scuole di ogni ordine e grado…
Pelle è allegato al numero de “L’Espresso” in edicola da venerdì scorso.