Il papa sì, Obama no: la diretta TV

20 Febbraio 2009

Paolo Garimberti conclude il pezzo scritto per la rubrica che firma per “Il Venerdì” con tale inquietante interrogativo:

“Perché per i funerali del Papa si fa la diretta e per il giuramento di Obama no? Forse perché il Vaticano fa i palinsesti della nostra tv pubblica (e della sua informazione) e la Casa Bianca no?”

Una domanda su cui riflettere attentamente che non credo sia stata scritta a cuor leggero…

(Paolo Garimberti, Quella tv che, per vendere, dimentica la realtà, in “Il Venerdì”, 20 febbraio 2009)


Sartori contro la TV italiana

1 Dicembre 2007

“Professore, le piace la televisione che va in onda in questi giorni?”
“No, la trovo pessima, l’informazione non dice più niente, il mondo è sparito, si parla solo di delitti caserecci. In parte perché il reclutamento partitico ha fatto scendere il livello professionale di chi ci lavora. E poi perché è una televisione che ha il terrore di raccontare i fatti che dispiacciono a qualcuno, il terrore di sollevare problemi.”
(Azzeriamo questa RAI, colloquio con Giovanni Sartori di Antonio Carlucci, in “L’Espresso”, 6 dicembre 2007)


La rivoluzione/evoluzione dell’informazione

17 Ottobre 2007

Trovo questo video molto interessante e ben fatto. In esso si visualizza la rivoluzione/evoluzione fatta dall’informazione: essa è diventata rapida, facile, condivisa, democratica, alla portata di tutti.
Personalmente sono un sostenitore dell’uso di Internet e del Social Network (tanto da avere aperto diversi siti nei quali si sperimenta il Social Networking a vari livelli…).

 

 

Eppure il video mi ha fatto nascere alcune perplessità:

  • Google la fa un po’ troppo da padrone: se decide di escludere alcuni contenuti dal suo motore di ricerca, essi spariscono dal web e dalla conoscenza comune;
  • Il fatto che un contenuto non sia stato digitalizzato non vuol dire che esso debba essere escluso dalla nostra conoscenza: forse è bene – quando si fanno certe ricerche – tornare a frequentare le biblioteche perché (ahinoi) i cataloghi non sono ancora stati digitalizzati per intero;
  • Il rischio della rapidità è che tolga “peso” alla riflessione;
  • C’è il rischio che le informazioni davvero importanti vengano sommerse da una marea di informazioni di minore o nessuna importanza;
  • Il rischio che si possa credere vera un’informazione falsa od obiettiva una di parte: il contraddittorio su Internet (a dispetto della commentabilità dei blog) è ancora troppo poco diffuso.

Ciò detto: senza Internet io non saprei più come fare!
(Il video l’ho trovato su Mac Blog)