Paolo Garimberti conclude il pezzo scritto per la rubrica che firma per “Il Venerdì” con tale inquietante interrogativo:
“Perché per i funerali del Papa si fa la diretta e per il giuramento di Obama no? Forse perché il Vaticano fa i palinsesti della nostra tv pubblica (e della sua informazione) e la Casa Bianca no?”
Una domanda su cui riflettere attentamente che non credo sia stata scritta a cuor leggero…
(Paolo Garimberti, Quella tv che, per vendere, dimentica la realtà, in “Il Venerdì”, 20 febbraio 2009)
“Professore, le piace la televisione che va in onda in questi giorni?”
“No, la trovo pessima, l’informazione non dice più niente, il mondo è sparito, si parla solo di delitti caserecci. In parte perché il reclutamento partitico ha fatto scendere il livello professionale di chi ci lavora. E poi perché è una televisione che ha il terrore di raccontare i fatti che dispiacciono a qualcuno, il terrore di sollevare problemi.”
(Azzeriamo questa RAI, colloquio con Giovanni Sartori di Antonio Carlucci, in “L’Espresso”, 6 dicembre 2007)
Trovo questo video molto interessante e ben fatto. In esso si visualizza la rivoluzione/evoluzione fatta dall’informazione: essa è diventata rapida, facile, condivisa, democratica, alla portata di tutti.
Personalmente sono un sostenitore dell’uso di Internet e del Social Network (tanto da avere aperto diversi siti nei quali si sperimenta il Social Networking a vari livelli…).
Eppure il video mi ha fatto nascere alcune perplessità:
Google la fa un po’ troppo da padrone: se decide di escludere alcuni contenuti dal suo motore di ricerca, essi spariscono dal web e dalla conoscenza comune;
Il fatto che un contenuto non sia stato digitalizzato non vuol dire che esso debba essere escluso dalla nostra conoscenza: forse è bene – quando si fanno certe ricerche – tornare a frequentare le biblioteche perché (ahinoi) i cataloghi non sono ancora stati digitalizzati per intero;
Il rischio della rapidità è che tolga “peso” alla riflessione;
C’è il rischio che le informazioni davvero importanti vengano sommerse da una marea di informazioni di minore o nessuna importanza;
Il rischio che si possa credere vera un’informazione falsa od obiettiva una di parte: il contraddittorio su Internet (a dispetto della commentabilità dei blog) è ancora troppo poco diffuso.
Ciò detto: senza Internet io non saprei più come fare!
(Il video l’ho trovato su Mac Blog)