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Per 48 Festival Pianistico Internazionele: Liszt e Mahler la musica dell’avvenire

E’ stata presentata giovedì 10 febbraio a Roma, nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna del Pontificio Collegio per i Laici, la 48° edizione del Festival Pianisitco Internazionale di Bergamo e Brescia.
Nel 2011 si celebrano gli anniversari di due grandi musicisti: il bicentenario della nascita di Franz Liszt (1811-1886) e il primo centenario della scomparsa di Gustav Mahler (1860-1911). La 48ª edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo intende commemorare i due celebri compositori abbracciando in un solo sguardo le loro visioni poetiche, assai dense di contenuti e ancor oggi cariche di spunti di riflessione.
A un primo approccio le personalità di Liszt e Mahler parrebbero assai distanti fra loro: il più carismatico virtuoso della tastiera dell’Ottocento contrapposto al più originale sinfonista dei primi anni del Novecento. Un esame più approfondito però può mostrare fra i due artisti un denominatore comune nella prorompente spinta al rinnovamento artistico, riassumibile nell’efficace formula della “musica dell’avvenire”.
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Beijing International Piano Festival successo per lo staff del Festival Pianistico Internazionale

Prosegue il Beijing International Piano Festival
Ha preso il via giovedì 18 novembre nella Beijing Concert Hall con il concerto inaugurale la seconda edizione del Beijing International Piano Festival, che si protrarrà fino al 29 novembre per un totale di 12 concerti in 12 giorni. E’ stato Roberto Cominati ad aprire il Festival di Pechino insieme alla China Broadcasting Film-Symphony Orchestra guidata da Hu Yong Yan. La sera del 20 novembre Roberto Cominati si è poi esibito con Andrea Lucchesini insieme ai percussionisti Li Biao (del quale ricordiamo la splendida partecipazione al Festival di Brescia e Bergamo nel 2009) e Liu Gang in un programma che ha incluso la Sonata per due pianoforti e percussioni di Bartók.
Pier Carlo Orizio dirigerà domenica 21 novembre la Tianjin Symphony Orchestra nel Secondo Concerto per pianoforte di Chopin, solista Enrica Ciccarelli, e nella Suite dallo Schiaccianoci di Čajkovskij.
Il giorno seguente Andrea Lucchesini tornerà sul palco della Beijing Concert Hall per un recital dedicato a Scarlatti, Schubert e Chopin. Continua a leggere…

La Cina è ancora vicina: seconda edizione del Beijing International Piano Festival

È stata presentata ufficialmente lunedì 20 settembre, nella conferenza stampa tenutasi presso il St. Regis Hotel di Pechino, la seconda edizione del Beijing International Piano Festival, che si svolgerà dal 18 al 29 novembre 2010.
Nata dalla felice collaborazione tra il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo e China Broadcasting Performing-Arts Group, la manifestazione trova quest’anno un nuovo partner nella Media Development Authority di Singapore ed è sostenuta dall’Amministrazione della Radio, Film e Televisione di Stato cinese e dal Ministero dell’Informazione, Comunicazioni e Arti di Singapore.
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“…Era luce di mare” nuovi bagliori di futuro sulla musica contemporanea

La Musica dell’acqua e i suoni della natura come motivi ispiratori della 47^ edizione del Festival Pianistico Internazionale Brescia e Bergamo e l’occasione per arrivare alla realizzazione di un progetto che da tempo assorbiva l’attenzione del Direttore Artistico Pier Carlo Orizio e di un giovane ed affermato compositore italiano come Mauro Montalbetti.
L’edizione 2010 ha infatti confermato la presenza importante e decisa della musica contemporanea : “Con un percorso iniziato tre Stagioni fa con Pärt, Bernstein e l’anno passato Tan Dun – spiega il direttore artistico Pier Carlo Orizio – abbiamo cercato di portare a conoscenza del pubblico un settore della musica contemporanea che, lontana dagli stereotipi che la vedono inaccessibile, è invece coinvolgente, di alta qualità e capace di instaurare un dialogo con chi ascolta. Gli appassionati ne sono rimasti affascinati e noi continuiamo a credere in questo percorso. Quest’anno non vi è stato un compositore protagonista, ma è stata la natura con la Musica dell’acqua ad avere il ruolo principale”.
Tra i nuovi talenti che si sono esibiti al Festival vi è stato il giovane, ma già affermato da anni a livello internazionale, compositore bresciano Mauro Montalbetti che l’11 e il 12 maggio ha diretto un brano inedito “…Era luce di mare” composto appositamente per il Festival. Un lavoro ricercato, ma comunicativo, basato su uno studio attento della composizione che ha creato una concentrata partecipazione del pubblico. Continua a leggere…

Rotta ad Oriente

xinsrc_220504311137748528533E’ un impasto composito di eleganza, rigore, sfumature inaspettate e allo stesso tempo energia, vitalità e ritmo il suono espresso nel suggestivo concerto inaugurale del 46° Festival Pianistico Benedetti Michelangeli dalla China Broadcasting Chinese Orchestra sul palco del Teatro Donizetti di Bergamo il 27 aprile.
L’Esordio di questa Rotta ad Oriente. Da Bach alla Cina, scelta come tematica del Festival dal Direttore Artistico Pier Carlo Orizio, ha offerto agli spettatori anche un’occasione unica per una nuova esperienza visiva con l’Orchestra composta da novantasei elementi, quasi tutti impegnati con strumenti estranei alla nostra tradizione.
Ad eccezione di cinque contrabbassi, una fila nascosta di violoncelli e un’arpa solitaria, la grande massa sinfonica è stata occupata da varie tipologie di fidule, strumento progenitore anche dei nostri violini, organetti positivi, alcuni strumenti a percussione inediti, campane e piastre.
La China Broadcasting Chinese Orchestra ha sorpreso soprattutto per il suono da La Celebration Overture di Zhao Jiping con morbidi passaggi da tonalità forti e accese, fino ad altre sommesse e sussurrate. Un gioco di colori e melodie, moltiplicato in una dolcezza attraente nella Deep Night di Wu Hua.
Brano cardine del concerto quello di Tan Dun, tra i protagonisti di questa edizione 2009, con  Northwestern Suite: ricco di idee e costruzioni musicali capaci di muovere l’immaginazione.
Dinamismo e profondità tra un Oriente, che è piacevole scoperta per l’Occidente, insieme ad un’arricchente compenetrazione reciproca fanno di questo concerto qualcosa da serbar nella memoria e soprattutto un nuovo punto di partenza per inediti confini d’ascolto.

Bach e il pianoforte scambio di opinioni tra un pianista e un Direttore d’Orchestra

bahrami2Bach e il pianoforte scambio di opinioni tra un pianista e un Direttore d’Orchestra. Potrebbe essere questo il titolo di un interessante scambio di opinioni raccolto a margine della presentazione della 46° edizione del Festival Pianistico Internazionale Arturo Benedetti Michelangeli e che ha preso spunto da una frase del Direttore Artistico Pier Carlo Orizio.

Bach e il pianoforte: nuovi orizzonti sonori per le opere di questo grande autore che compose per clavicembalo quando il pianoforte, come oggi lo vediamo e ascoltiamo, non era ancora nato: “Bach e il pianoforte o, meglio, la musica di Bach resa ancor più potente e ricca di sonorità da questo strumento” : è la frase che Orizio aveva già posto all’attenzione dei giornalisti e degli appassionati in occasione della presentazione della tourneè cinese dell’Orchestra del Festival e che, con la sfumatura della voce piegata da chi si sta esponendosi in un’opinione personale e non solo professionale, ha riproposto con garbo ma convinzione, nel corso della conferenza stampa della presentazione dell’edizione 2009 del Festival lo scorso 5 febbraio a Palazzo Clerici a Milano. Ideale punto di partenza dell’esplorazione musicale del Festival (denominato dall’affascinante titolo Rotta ad Oriente. Da Bach alla Cina) sarà l’opera di Johann Sebastian Bach esplorata dai maggiori pianisti in attività.

Bach e il pianoforte. Opinione del Direttore d’Orchesta: “Ho affermato qualcosa di forte – precisa Orizio – che potrebbe essere oggetto di qualche contestazione, ma che so essere anche largamente condiviso. Bach compose per clavicembalo e per molti anni la sua musica fu eseguita solo in minima parte al pianoforte, si preferiva infatti dare maggiore risalto alle opere scritte per altri strumenti come il violoncello, l’organo e altro”. Le innumerevoli sfumature del pianoforte si prestano invece ad esaltare la produzione bachiana : “Potenzialità dei suoni, coloritura, timbri e profondità di suono del pianoforte sono i migliori mezzi per trasmettere le infinite possibilità della musica di Bach”.

Bach e il pianoforte. Opinione del pianista il Maestro Ramin Bahrami, tra i più affermati interpreti della musica di Bach, presente alla conferenza stampa di Milano. Bahrami, giovane iraniano, nel corso dell’intervista sorprende per il suo sorriso, il tono allegro ed entusiasta della voce: “Quello di Bach – ci confessa in perfetto italiano – è il nome che più ricorre nella mia vita di musicista. A lui ho dedicato gran parte della mia attività concertistica e grazie allo studio e all’esecuzione della sua musica sono riuscito a “incontrare” davvero il pubblico”. A Ramin Bahrami viene riconosciuta la capacità di scomporre la musica di Bach e di saperla poi ricomporre (con modalità alla Glen Gould, ma senza spirito imitativo), con caratteristiche del tutto personali: “Ho suonato molto anche al clavicembalo e ogni volta è una grande esperienza di note cristalline e nitide, ma sono in pieno accordo con Orizio quando sottolinea gli orizzonti ampi e, se vogliamo, ancora inesplorati che il pianoforte ci può concedere per Bach. E’ una questione di possibilità cromatiche e timbriche che, proprio grazie al piano, crescono in modo esponenziale portandoci verso infinite e nuove rotte”. Itinerari e rotte proprio come quelle indicate dal titolo dell’edizione 2009 del Festival Rotta a Oriente. Da Bach alla Cina. Un’edizione che promette di farsi ricordare per la proposta straordinaria della musica di Tan Dun, di Lang Lang e di grandi orchestre cinesi, ma anche per le esecuzioni bachiane di interpreti internazioni e dotati di personalità del tutto originali come Alexander Lonquich per le Variazioni Goldberg; Andràs Schiff per le Suite francesi, Angela Hewuitt per Clavicembalo ben temperato e proprio Ramin Bahrami con l’Arte della fuga.