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Fra’ Galgario e il segreto della lacca: il ’700 protagonista a Bergamo

E’ un itinerario tra arte, scienza, moda, musica e pigmenti preziosi la mostra Fra Galgario e il segreto della lacca allestita presso lo Spazio Viterbi della Provincia di Bergamo (via Tasso) fino al 19 giugno. L’esposizione propone per la prima volta un’immersione nell’alchimia del colore nei dipinti di Fra’ Galgario, celebre pittore del nostro ‘700, svelando il segreto di quella sua strepitosa lacca rossa, dalle tonalità vinose e brillanti, che è rimasta unica e inconfondibile nella storia dell’arte.
La campagna di ricerca svolta appositamente ha condotto storici dell’arte e scienziati ad incrociare la tradizioneartistica a quella della tintura della seta dimostrando attraverso indagini scientifiche come, in un’epoca precedente all’invenzione dei colori “in tubetto”, Fra’ Galgario fosse abile nella conoscenza della chimica preparando colori esclusivi e unici.
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Poesia, pensieri e materia per la ricerca di Luisa Balicco

7 maggio – 29 maggio 2011
Luisa Balicco
Mostra d’arte: tridimensioni, pittura, collocazioni, carte.
Via San Bernardino 29 b Bergamo Orari 15.00-19.30 lunedì-sabato
Inaugurazione sabato 7 maggio ore 18
Per la prima volta a Bergamo un temporary store diventa luogo d’arte.
Informazioni baliccoluisa@libero.it

Medusa, Giardini, Pagine e Appunti, Carte Appese: ecco le tematiche che stanno alla base della ricerca di Luisa Balicco che dal 7 al 29 maggio esporrà, in via S.Bernardino 29 b a Bergamo, un’accurata e preziosa selezione dei lavori degli ultimi anni. Una grande novità per Bergamo che per la prima volta vede un temporary shop essere dedicato all’arte : “Avevo bisogno di un spazio dove poter esporre liberamente – spiega Balicco – e ho avuto la preziosa collaborazione di una mia amica del Liceo Artistico, Rita Luisa Pesce che ha deciso di scommettere con me su questa nuova proposta e mi ha messo a disposizione per un mese il suo negozio.”
Luisa Balicco, per 35 anni è stata infatti docente di discipline pittoriche al Liceo Artistico di Bergamo e da anni si occupa di progettazione e realizzazione artistica. La prima esposizione risale al Premio Oprandi del 1974 e da allora ha saltuariamente esposto sino ad oggi .
Il suo è un percorso continuo di ricerca che attraverso la continua sperimentazione di differenti tecniche espressive affronta la tematica centrale della sua poetica: la natura e il mito. Le modalità attraverso le quali si sviluppa il linguaggio pittorico e tridimensionale sono improntate ad una concezione degli elementi naturalistici come aventi vita propria, perciò visti come soggetti e non come oggetti o elementi di supporto, anche se tale potrebbe sembrare la loro funzione. Il risultato della ricerca risiede non solo in quel che si vede, ma in ciò che viene evocato, nell’incertezza dell’immaginazione e nel dare significati possibili al reale.
“Negli ultimi anni – spiega l’artista – ho lavorato su queste tematiche e in questa mostra ho voluto esporre alcuni aspetti della mia ricerca . L’esposizione propone opere risultati di diversi percorsi come Progettazione sul tema di Medusa e dei Giardini, i Messaggi Celati, le Carte Appese.
Alcune opere, come le progettazioni su Medusa e sui Giardini, sono lavori di grandi dimensioni che si articolano in più elementi. Ne risulta un lavoro impegnativo, coinvolgente e ricco di materiali,di elementi ibridi, con parti dipinte, di metalli ossidati,bulinati con commistioni sperimentali.”
In tutte le opere, l’ombra che avvolge i lavori e li proietta sulle pareti diviene parte essenziale del loro essere ,dove il confine tra la forma reale e il suo prolungamento crea ambigui giochi di immagine.
La ricerca di Luisa Balicco con gli anni è diventata sempre meno realistica, sempre meno copia esteriore. Abbiamo ora ricordi e frammenti, pezzi staccati di silenzi e solitudini, frammenti che si rifanno allo spazio chiaro della luce del giorno, all’armonico fluire dei pensieri, ai luoghi del ricordo e a quelli dell’incontro. Tecnicamente innovative, perché realizzate intevenendo già a livello artistico in fase di plasmatura della cellulosa della carta, sono appunto i lavori della serie de le Carte appese: “Cerco le plurime varietà di questo materiale che rendo a volte leggero, ruvido, sfilacciato, increspato e a tratti dipinto che lavoro in molti modi, con battiture, sovrapposizioni ,apparenti lacerazioni ,con trame ed orditi sovrapposti ed inclusioni di materiali eterogenei. Il colore e il gesto rappresentano un ulteriore passaggio ”. Molte opere sono accompagnate da un scritto evocativo ed esplicativo, che immerge l’osservatore nella dimensione spirituale e allo stesso tempo specifica la scelta tecnica dei materiali..I disegni sono serrati e ben intonati come gli smalti policromi delle lacche, le campiture cangianti svaniscono nelle tonalità stemperate sprigionando a tratti evanescenti sfavillii.
I colori sono prevalentemente scuri con sfumature di terra, grigio cenere, nere inclusioni, porpora, rosso profondo, bruno tè e oro. Il colore è usato per dare risalto alle forme e delinearne le differenze volumetriche, costituendo nel medesimo tempo elementi strutturali.
Nell’arte di Luisa Balicco è dunque intenzionale la ricerca del senso di essenzialità e concentrazione, per favorire una comprensione prevalentemente intuitiva e percettiva anziché solamente razionale e logica.
Motivi apparentemente astratti fanno da catalizzatore per la mente, evocando altre immagini presenti nella natura con caratteri temporali e tipici del variare delle stagioni per colori e matericità, sia nella fluttuante dislocazione dei rami, come nella composizione di un giardino silenzioso.
Le dislocazioni asimmetriche delle forme, le scomposizioni, l’uso degli spazi vuoti possono apparire arbitrari, ma solo se si crede che ogni cosa debba essere rappresentata nella sua interezza, senza imperfezioni e anormalità. Anche le dissonanze sono in un certo senso espressione di qualcosa. Lo spazio non occupato serve a suggerire legami di relazioni e atmosfere introspettive.

La scheda di sala, l’allestimento e la realizzazione degli elementi plastico tridimensionali di natura lignea e metallica sono stati realizzati da Ignazio Bellini.

Biografia:
Luisa Balicco è nata a Bergamo il 10-12-1946. Ha insegnato discipline pittoriche dal 1970 al 2005 al Liceo Artistico di Bergamo.

Prima esposizione Premio Oprandi 1974 Bergamo, ultima esposizione Collettiva “De natura” 2011, Sala Manzù, Bergamo

Inaugurata a bruxelles mostra capolavori dell’Accademia Carrara

Si è tenuta ieri, giovedì 10 febbraio,l’inaugurazione della Mostra “Maestri veneziani e fiamminghi” che vede esposte al Bozar di Bruxelles cinquantuno opere dell’Accademia Carrara.
«La Carrara è chiusa – ha dichiarato l’Assessore alla cultura del comune di bergamo Claudia Sartirani- quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase nell’ultimo anno, quante volte l’abbiamo detta. E quante volte abbiamo parlato del restauro della nostra Accademia e quante volte abbiamo risposto alle domande inerenti il procedere dei lavori. Oggi io voglio dire la Carrara è aperta. Perché la Carrara non è lo stabile che ospita il nostro patrimonio artistico. La Carrara è quel patrimonio artistico. La Carrara è come la nostra Città. La scorsa estate, quando abbiamo presentato le tante iniziative programmate per i mesi più caldi dell’anno, qualcuno ha intitolato un bell’articolo “Bergamo è aperta per ferie”.
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A Roma la luce della pittura veneta dell’Accademia Carrara

Pittura veneta dall’Accademia Carrara.
Da Pisanello a Tiepolo Roma, Chiostro del Bramante (80 dipinti)
13 ottobre 2010 – gennaio 2011
I bagliori della pittura veneta e i capolavori di un Museo: questo in sintesi il filo conduttore della mostra che dal 13 ottobre al 31 dicembre vedrà protagoniste a Roma (Chiostro del Bramante) ben 80 capolavori dell’Accademia Carrara di Bergamo.
La Mostra presenta infatti a Roma una selezione di dipinti dell’Accademia Carrara di particolare importanza: un avvenimento reso possibile dalla chiusura temporanea del Museo per lavori di ristrutturazione, iniziati nel giugno 2008 e la cui conclusione si può prevedere entro il 2013.
Questa circostanza straordinaria ha dato avvio ad una serie di iniziative di valorizzazione e studio del patrimonio dell’Accademia Carrara con esposizioni di gruppi di opere presso altri musei, con la pubblicazione di cataloghi e in alcuni casi la realizzazione di restauri.
La Mostra prevista per Roma è stata pensata per proporre ai visitatori un percorso nella pittura veneta come è rappresentata nell’Accademia Carrara, dal Quattrocento al Settecento, cioè da Pisanello a Tiepolo. È noto che questa è una delle linee di scuola pittorica regionale più ampiamente presenti nelle collezioni del Museo, in relazione alla storia culturale e politica di Bergamo, a lungo legata a Venezia e parte del territorio della Repubblica Serenissima proprio nel periodo di quattro secoli preso in considerazione.
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