Dona FLOR: i colori e i sapori dell’animo femminile al Teatro Donizetti
Coinvolgente, accattivante e divertente è lo spettacolo Dona Flor e suoi due mariti, in scena fino a domenica 13 marzo, che segna un positivo giro di boa per la Stagione di Prosa del Teatro Donizetti di Bergamo.
Avvolta da promumi dolci, colori caldi e musiche sinuose la protagonista Dona Flor è struggente ed esilarante metafora delle pieghe più intime dei nostri desideri oscillanti tra bisogni di conforto e sicurezza, ma anche di passione ed elettricità.
Il capolavoro di Amado sprigiona incandescente ilarità e poesia visionaria ambinetata nelle case del quartiere popolare di Bahia, dove la vita si consuma tra la gente in atmosfere solari e vie che sono il palcoscenico della vita.
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Rinnovamento e tradizione per la Prosa al Donizetti 2011-2011
Rinnovamento e tradizione. Si gioca intorno a questo binomio la Stagione di Prosa e Altri Percorsi che il Teatro Donizetti presenta al proprio pubblico per l’anno artistico 2010-2011 e che vedrà proprio gli Altri Percorsi andare in scena con 6 titoli nel Teatro Sociale, restituita alla Città dopo un importante intervento di restauro.
Tradizionale il numero dei titoli della Stagione di Prosa, 9 come in passato, uno dei quali fuori abbonamento, quel Bothanica che porterà a Bergamo per la prima volta i Momix, mentre gli Altri Percorsi andranno a legarsi all’ampia ed altrettanto articolata serie di eventi e rassegne, che troveranno la propria sede nello stesso Sociale, destinato a divenire nuovo polo culturale della Città, capace di aprirsi a un pubblico diverso, più giovane.
L’intento del nuovo Direttore Artistico Luigi Giuliano Ceccarelli è stato quello di: “Costruire un cartellone, che sappia coniugare la grande tradizione del Teatro classico con alcune tra le più interessanti novità che l’agone teatrale del momento offre – come ha spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione – un percorso strutturato seguendo gli insegnamenti del grande Benvenuto Cuminetti al quale è dedicata la Stagione e che ci ha insegnato a proporre trasparenza intellettuale e di ricerca capace di coinvolgere il pubblico”. Continua a leggere…
Ironia in rosa per La strana coppia D’Abbraccio-Pozzi
E’ una raffica di battute e situazioni comiche La Strana coppia di Neil Simon allestita in versione femminile sulla scena del Teatro Donizetti di Bergamo per la Stagione di Prosa fino al 14 marzo.
Un capolavoro di divertimento intelligente che permette al regista Francesco Tavassi e alle interpreti Mariangela D’Abbraccio ed Elisabetta Pozzi di sfruttare ogni possibilità comica, senza remore intellettuali, ottenendo un risultato non superficiale, ma bensì un piacere dato dalla riuscita costruzione dei personaggi.
Della commedia è celebre la versione cinematografica con Jack Lemmon e Walter Matthau, diretti nel 1968 da Gene Saks, che li ha poi consacrati come la coppia comica più affiatata del cinema americano. La versione teatrale de La strana coppia di Neil Simon (su tradizione di Masolino D’Amico) in cartellone al Donizetti è una versione “rosa” scritta dallo stesso Simon nel 1985.
Protagonista è Florence (Mariangela D’Abbraccio) che, lasciata dal marito piomba sull’orlo del suicidio a casa dell’amica Olive (Elisabetta Pozzi) durante la consueta partita di Trivial Pursuit con le amiche. Florence è il ritratto della perfetta donna di casa, moglie e madre impeccabile, ma piena di nevrosi. Olive è divorziata, disincantata, terribilmente disordinata e sola.
Nasce tra loro una convivenza strampalata, segnata da liti e complicità, un ritratto sferzante e irresistibilmente comico della vita matrimoniale.
La Strana coppia si colloca nella Stagione come uno spettacolo “leggero”, di accesso sicuro per lo spettatore, e fonda il fulcro della regia sul lavoro autentico degli attori che si calano con ironia e autoironia in mondi femminili a confronto.
Questa versione mostra comunque l’introspezione delle donne, la loro solitudine e soprattutto le nevrosi e l’angoscia di dover ricominciare – quasi un’altra vita – dopo un divorzio.
Di controcanto evidenzia però anche la loro grande solidarietà, la complicità e l’amicizia: un rapporto sempre più profondo che, inevitabilmente, cozza con quello superficiale degli uomini de “La strana coppia” al maschile.
In palcoscenico oltre a Mariangela D’Abbraccio ed Elisabetta Pozzi, anche Silvana De Santis, Antonio Conte, Tatiana Winteler, Federica Restani e Raffaele Latagliata.
Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Maria Rosaria Donadio, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Luigi Ascione. Lo spettacolo è prodotto da Teatro e Società.
Gli spettacoli avranno inizio alle 20.30 fino a venerdì 13 marzo.
Domenica 14 marzo alle 15.30.
I biglietti sono in vendita alla biglietteria del teatro Donizetti aperta dal lunedì al sabato dalle 13 alle 20.30, la domenica dalle 14 alle 15.30. Per info: 035-4160602/603.
Costo del biglietto: da 10 euro a 28 euro (più diritto di prevendita del 10%).
Cyrano: le ombre e il raggio di luna
“Non posso fare attendere il raggio di luna che è venuto a prendermi”: ci saluta così l’intenso personaggio di Cyrano de Bergerac: lo sconfitto, suggeritore della vita e dell’opera di altri, messo interpretato da Massimo Popolizio al Teatro Donizetti fino al 29 novembre.
Una figura che è un grumo denso di sentimenti, che ci indica ignoti passaggi dell’esistenza, mescola estetica e vita.
Quando se ne va, porta nel mondo delle ombre il suo gran naso, simbolo diversità, di una difformità che è anche marchio di unicità intellettuale e dialettica.
Per questa piece tratta dalla vera storia di Savine Cyrano de Bergerac, poeta libero e pensatore realmente vissuto in Francia nel XXVII secolo, il regista Daniele Abbado, sceglie come luogo principale dell’azione un’Arena dai bordi dorati che diventa luogo di schermaglie verbali, acrobazie della parola, ambiente maschio di confronto tra soldati e schermidori, spazio dei sentimenti e dimensione magica di luce e buio nella II scena del I atto.
Un territorio riservato anche all’Amore: quello impossibile e nascosto di Cyrano, straordinario spadaccino dotato di un naso diventato celebre, per la cugina Rossana.
Una giovane donna, innamorata del bello ma poco raffinato Cristiano, con il quale Cyrano stringe un patto e gli presta le proprie arti poetiche e oratorie per conquistare il cuore di questa donna dai tratti tizianeschi con lunga chioma bionda, abito bianco e soprabito rosso carminio interpretata da Viola Porcaro.
Un particolare triangolo amoroso reso ancor più intrigante dalle scene di Graziano Gregari che giocano con sospesi rimandi all’insondabile ed enigmatica pittura di Magritte proprio nella figura di Rossana e il rimando alle teste di donna del pittore surrealista (come quella de La Fata ignorante), alla dimensione aerea scelta per l’apparizione in scena del personaggio femminile poggiato su di un piano fluttuante, nel cielo, a sbalzo sui due amanti; o ancora con la continua presenza di maschere a coprire il volto dei personaggi che certo ricordano il celebre Souvenire de voyage Soltanto in punto di morte Cyrano troverà il coraggio di uscire da un’ombra durata quindici anni, per svelarsi a Rossana e a se stesso, concludendo in tal modo il suo percorso terreno.
Il Cyrano creato dall’autore Edmond Rostand è un acrobata della parola, animato da una follia poetica, e interpretato intensamente ed efficacemente da Massimo Popolizio, che fa del personaggio un uomo moderno che «risponde con la poesia alla volgarità della vita» e che forse avrebbe potuto essere ancora più un innamorato.
dal 24 al 29 novembre 2009 TEATRO DONIZETTI- Bergamo
CYRANO DE BERGERAC
di Edmond Rostand
regia Daniele Abbado
scene Graziano Gregari; costumi Carla Teti; suono Hubert Westkemper; luci Angelo Linzalata; coreografie Simona Bucci; maestro d’armi Francesco Manetti
con Massimo Popolizio
e con Stefano Alessandroni, Roberto Baldassari, Luca Bastianello, Giovanni Battaglia, Luca Campanella, Dario Cantarelli, Simone Ciampi, Flavio Francucci, Andrea Gherpelli, Davide Lora, Marco Maccieri, Elisabetta Piccolomini, Viola Pornaro, Mauro Santopietro e Carlotta Viscovo
produzione Teatro di Roma