Il tango apre il Festival Danza Estate
Tutto è pronto per la 23 edizione del Festival Danza Estate: un traguardo importante per CSC Anymore che dal 27 maggio sarà impegnata nell’organizzazione della Stagione 2011 della rassegna dedicata alla danza contemporanea. Anche wuest’anno scenario degli spettacoli sarà la straordinaria cornice del teatro sociale in città Alta, con inizio delle rappresentazioni alle 21.30.
Il Festival si articolerà dunque dal dal 27 maggio al 10 luglio. Continua a leggere…
CONCERTO PER LE DONNE AL TEATRO SOCIALE DI BERGAMO
L’ASSESSORATO ALLA CULTURA E SPETTACOLO IL CONSIGLIO DELLE DONNE IN OCCASIONE DELLA “GIORNATA DELLA DONNA” CONCERTO diretto da Damiana Natali ed eseguito dall’Orchestra Ars Armonica
Soprano Giuseppina Colombi, Soprano Giuseppina Colombi
Lunedì 7 marzo 2011, ore 21.00 TEATRO SOCIALE
Via Colleoni, Città Alta «Ho accolto con grande piacere l’invito rivoltomi dal Consiglio delle Donne, al fine di organizzare insieme un appuntamento tutto al femminile, destinato a ripetersi negli anni, destinato a cadenzare regolarmente l’anno bergamasco. Vivo quotidianamente la fatica delle donne in ambito lavorativo ed ora anche in ambito politico e sociale. So quanto sia faticoso e altrettanto bello” ha dichiato l’Assessore alla Cultura del comune di bergamo Claudia Sartirani invitando tutta la cittadinanza a partecipare.
E’ CARNEVALE: BERGAMO L’ALTRA VENEZIA
“Il Carnevale è una di quelle Feste in cui non esistono più differenze tra giovani e meno giovani” esordisce così l’Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Claudia Sartirani per illustrare il ricco calendario in programma nei prossimi giorni in tutta la città : “E’ una festa di tutti e per tutti – prosegue – momento di condivisione al di là delle disuguaglianze che separano e disgregano durante tutti gli altri giorni dell’anno”.
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Reazione allo spazio nelle coreografie psicologiche per il Don Giovanni di Astofli
Apre e chiude con una riflessione sul XVIII secolo il Festival Danza Estate 2010, inaugurato con i Casanova di Aterballetto e conclusosi lo scorso 9 luglio, nell’elegante cornice del Teatro Sociale di Bergamo in Città Alta, con il Don Giovanni o il gioco di Narciso messo in scena da Spellbound Dance Company su coreografie di Mauro Astolfi.
Lo spettacolo, creato nel 2008 per la Biennale di Venezia, si ispira al mito letterario di Don Giovanni e porta in scena con forte espressività l’energia e l’alta tecnica della danza della Spellbound Dance Company e degli 8 interpreti che, grazie ad un’ottima preparazione atletica, si muovono veloci negli incroci e nelle rotazioni, slanciano i movimenti con dinamiche elvazioni e armonizzano le coreografie con tempi e atterraggi sincronizzati.
Il Don Giovanni di Astolfi ci porta in un gioco di specchi reali e psicologici, di scatole e labirinti fisici e dell’anima, attraverso movimenti sinuosi e sensuali: una danza differente da quella, sempre voluta con ambientazione settecentesca, dallo spettacolo inaugurale del Festival disegnato per Aterballetto dal coreografo ospite Eugenio Scigliano.
Astolfi sceglie elementi tecnici che supportano un gioco ambiguo di simmetrie ed assimetrie volto a presentare la complessa, e controversa, psicologia del Don Giovanni raccontata nei secoli dalla letteratura, dalla musica, dal teatro.
Il suo Don Giovanni è seduttore di donne, ostinato conquistatore, ma anche vittima di quella bellezza che è stata unico motore della sua mente e del suo mondo di collezionista del femminile.
La sua costrizione a ripetere all’infinito lo stesso atto di conquistatore rende il suo gesto pressoché privo di reale importanza, il suo “catalogo” serve a fornirgli continue che lo porta ad una dimensione di non-identità, propria e altrui, all’incapacità di conoscersi e di riconoscersi.
Con questo spettacolo il coreografo Mauro Astolfi, si ripresenta a Bergamo come artista ‘estremo’ che utilizza tutte le frequenze del corpo nel movimento puro in “reazione allo spazio”, ampliando ulteriormente il suo caratteristico gusto per la contaminazione dei generi.
Di un cantastorie del Settecento e di un luogo delle Memorie di Giacomo Casanova
Di un cantastorie del Settecento e di un luogo delle Memorie di Giacomo Casanova potrebbe essere questo il sottotitolo letterario di Casanova: lo spettacolo inaugurale del Festival Danza Estate 2010, a cura di CSC Anymore, che si è presentato il 10 giugno al pubblico con la produzione di ATERBALLETTO – Fondazione Nazionale.
Uno spettacolo teso e nervoso, fatto di movimenti contratti ad evocare la vita di Giacomo Casanova, avventuriero veneziano del XVIII secolo e le atmosfere del suo tempo.
La coreografia di Eugenio Scigliano richiama le tensioni di un uomo che le sue stesse memorie, e la leggenda, ci hanno decritto preso dal turbinio delle avventure, delle scommesse, dei viaggi e delle innumerevoli conquiste: tutti segnali di un disagio personale, ma anche di un’epoca e di una società che nascondevano così l’inquietudine per il consapevole crollo della realtà della quale erano stati protagonisti. Casanova diventa l’emblema di una società sul baratro, di una leggerezza del vivere al bordo del precipizio.
Quella di Casanova è una Venezia ormai ai margini dei grandi commerci, estromessa dalle rotte mercantili più ricche, che si trasforma in un luogo di spettacolo e gioco d’azzardo a calamitare nobili, denaro, possibile prestigio con decine di teatri e case da gioco.
Un luogo di vite intrecciate, consumate velocemente, a tratti bruciati e dai confini sempre più labili tra morale e realtà, tra ideale e pratica, sull’onda ansiosa del consumo di ogni cosa, atmosfera, relazione. Continua a leggere…
Itinerario nel mondo della danza
Festival Danza Estate 2010 10 giugno/9 luglio
Bergamo, Teatro Sociale
Si svolgerà a Bergamo dal 10 giugno al 9 luglio il Festival di danza contemporanea “Danza Estate 2010”, organizzato dal C.S.C. Anymore di Bergamo: “Il Festival Danza Estate – spiega Nelly Fognigni di CSC Anymore – è ormai un appuntamento costante e atteso dell’estate. Quest’anno si propongono otto serate in cui la danza sarà protagonista nelle sue diverse espressioni e forme, con l’intento di raggiungere un pubblico quanto più vario ed ampio possibile”.
Così come l’anno passato il Festival, giunto alla 22° edizione, sarà ospitato nel suggestivo Teatro Sociale nel cuore di Città Alta : “Questo teatro – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Claudia Sartirani – è stato realizzato ad inizio ‘800 su disegno dal grande architetto austriaco Leopold Pollack e restituito alla città nella sua originaria bellezza da un recente e accurato restauro conservativo. E’ un contenitore straordinario che nei nostri progetti vuole diventare la vera casa delle Arti e il Festival Danza Estate ne è un primo capitolo di assoluto spessore”. Continua a leggere…
L’affilata pazzia di Linda di Chamounix

L’affilata luce grigia che batte sui tetti d’ardesia di Chamounix apre la scena della Linda di Chamounix nel I atto dello spettacolo inaugurale del Bergamo Musica Festival 2009, ed è sottile come la lama della pazzia che devasterà la mente della protagonista Linda nel corso dell’opera.
Roberto Recchia, con il sapiente aiuto delle luci studiate da Claudio Schmid, dà prova ancora una volta a Bergamo del suo talento innovatore di regista operistico, in una città dove già era stato impegnato negli anni scorsi con Don Gregorio e Cavalleria Rusticana.
Lo spettacolo costruito da Recchia, in forma semiscenica, lavora sulle continue evoluzioni delle sfumature psicologiche della protagonista fino alla definizione dello scheletro mentale della pazzia. Un confine oltre le apparenze della vita reale, così come oltre il reale è la magia suggestiva dello scarno contenitore, finalmente ritrovato dopo un lungo restauro, del Teatro Sociale di Bergamo.
L’allestimento ci porta al fianco del mutar delle emozioni di Linda, di questa ragazza che diventa pazza, e che nella storia dell’Opera è un personaggio innovativo.
Nella storia del teatro infatti i pazzi erano quelli comici, che continuavano ad essere presenti sulle scene operistiche, soprattutto in forma maschile e buffonesca. Linda è una delle prime eroine ottocentesche alle quali è riservata una follia seria, un’ irragionevolezza del tutto particolare: quella della follia amorosa.
La convenzione vuole per queste donne, spesso, lo sprofondamento negli abissi dell’incoscienza dopo la negazione delle “giuste nozze”, in un crescente gorgo di sentimenti e visioni che ha però qualcosa di soprannaturale e inquietante, ed è profondamente romantico.
La rappresentazione di questa tipologia di pazzia è dunque una delle tematiche più interessanti per i musicisti e i librettisti dell’800 europeo.
La vicenda di Linda di Chamounix è esemplare in tal senso: emblema di purezza (già nel nome vi è racchiusa questa sua caratteristica). La protagonista è messa a dura prova dallo scorrere degli eventi e dalla brutalità del mondo. E’ costretta a scappare a Parigi per fuggire alle mire di un vecchio marchese, a mendicare e poi a vivere da reclusa nell’equivoco di sembrare una “mantenuta” presso la casa del nobile fidanzato Carlo, dalla quale verrà poi lasciata e tradita. Con il susseguirsi delle scene Linda deve affrontare il trauma dell’apparente matrimonio di Carlo e del ripudio del padre. Una serie di accadimenti che la portano all’effettiva perdita della ragione e che affondano le radici in un’infanzia vissuta nell’ambito di un soffocante rapporto familiare con il padre.
Proprio il rapporto con il padre è l’interessante chiave di lettura scelta dal regista per indagare questo dramma : “La follia – spiega Recchia - giunge a devastare la mente di Linda non nel momento dello sposalizio, seppur non tradotto in realtà del fidanzato Carlo, ma nel momento della maledizione paterna”.
Contorta, e a volte vittima di mancanza di alcuni passaggi logici, la vicenda di Linda musicata da Gaetano Donizetti sul libretto di Gaetano Rossi e tratta da una commedia francese, vive momenti di pura bellezza grazie alla musica composta proprio da Donizetti.
Lungo i tre atti si ha la sensazione chela musica sia “in scena” – come sottolinea ancora il regista– prima di essere “di” scena. Le canzoni ripetute più volte, l’uso psicosomatico della musica e il canto distorto sono indice di un’alienazione che Donizetti estende a dimensioni e raffinatezze inedite nel melodramma italiano.

La danza come ricerca dell’altro
Nulla in mundo pax sincera – In questo mondo non c’é una pace onesta.
Nulla in mundo pax sincera (RV 630) è un motteto sacro composto da Antonio Vivaldi su un testo latino anonimo, scritto in Mi maggiore nel tipico stile del barocco italiano.
E’ eseguito da un soprano, due violini, viola e basso continuo, che di solito è un violoncello ed uno strumento a tastiera ma che in Vivaldi è spesso un organo.
Il testo si sofferma sulle imperfezioni del mondo che è pieno di peccato e malvagità e supplica Gesù affinchè dia la salvezza.
Nulla in mundo pax sincera – In questo mondo non c’é una pace onesta: è anche il titolo dell’intenso insieme di parole e musica che, sommato ai gesti dei ballerini, costruiscono uno dei quadri più forti dello spettacolo Gran Galà: classico e oltre… della Compagnia Ersilia Danza andato in scena la sera del 14 giugno sul palco del ritrovato Teatro Sociale, nell’ambito del Festival Danza Estate 2009 di CSC Anymore a Bergamo.
E’ questa la scena, articolata sulle creazioni di Simona Chiesa, che chiude la prima parte dello spettacolo e apre la serie dei momenti più intensi della serata, dopo un’accademica serie di coreografie dalla tradizione della danza.
Lo spettacolo riesce a far scattare il coinvolgimento dello spettatore proprio da quando la danza contemporanea, costruita sulla conoscenza di solide basi classiche, riesce a dialogare con lo spettatore grazie ad un linguaggio attuale ricco delle sfumature tese dell’essere contemporaneo, in una dimensione che vive dei silenzi tesi del rapporto tra uomo e donna, nel ricercarsi ondulato dei corpi e degli animi verso il raggiungersi in momentanei attimi d’incrocio fatti di agili sollevamenti ed eleganti pivot.
Il filo dell’eleganza continua a svolgersi anche in Ciaccona, sulle musiche di Arcangelo Corelli, e nell’originale Protege moi dove intrecciate alle melodie di Garème Revell e dei Placebo, gruppo inglese dell’alternative rock, i quattro danzatori costruiscono un carico di crescendo emotivo. Due figure maschili s’intrecciano a due femminili in una serie di movimenti lenti e poi sempre più concitati, nell’espressione di un bisogno di protezione verso se stessi e verso gli altri. Una protezione che però si esaspera e genera un desiderio tormentato di fuga e di evasione verso l’inevitabile solitudine.
Spartacus di Yuri Grigorovich è ben interpretato da Francesca Podini e Gabriele Corrado, mentre Quartetto tradotto in scena da Antonella Albabo, Serena Sarnataro, Maurizio Licita e Fabio Saglibene conclude lo spettacolo con un gioco divertente. Come pittori pronti a dipingere un quadro astratto, due danzatrici vestite con costumi che citano Mirò, si muovono nello spazio con andamenti sinuosi e femminili, contrapponendosi alla linearità e alla precisione del gesto maschile dei due ballerini. I due universi s’incontrano creando formazioni poetiche ed ironiche.
“Sarà una Stagione di contenitori, prima ancora che di contenuti” Francesco Bellotto, Direttore Artistico del Bergamo Musica Festival «Gaetano Donizetti”, sceglie questa parole per introdurre la presentazione della Stagione Lirica 2009 che vedrà spettacoli sia al Teatro Sociale che al Teatro Donizetti, e che il 12 settembre ritroverà la Casa Natale di Gaetano Donizetti.