Sartori contro la TV italiana
“Professore, le piace la televisione che va in onda in questi giorni?”
“No, la trovo pessima, l’informazione non dice più niente, il mondo è sparito, si parla solo di delitti caserecci. In parte perché il reclutamento partitico ha fatto scendere il livello professionale di chi ci lavora. E poi perché è una televisione che ha il terrore di raccontare i fatti che dispiacciono a qualcuno, il terrore di sollevare problemi.”
(Azzeriamo questa RAI, colloquio con Giovanni Sartori di Antonio Carlucci, in “L’Espresso”, 6 dicembre 2007)
Sorcomute di oggi
Gianni Boncompagni, intervistato da Emilio Marrese de «Il venerdì» descrive le ragazzine di oggi (al tempo di Non è la RAI soprannominate “sorcomute”).
«Queste di oggi sono molto più curate ed evolute, rispetto alle centomila che presero d’assalto Cinecittà allora. Sono spiritose, carine, ma non provocano emozione. Sono molto omologate. Banali. Non leggono nulla, non sanno nulla, non guardano un tg.»
Gianni Boncompagni, «Il venerdì», n. 1021, 12 ott. 2007.
Boicotta e da esca diventi consumatrice
A proposito delle «passere e affini» usate a scopi pubblicitari, la giornalista Barbara Serra invita le donne italiane al boicottaggio:
«La prossima volta che vedete una pubblicità che usa una donna in mutande e reggiseno per vendere un prodotto che non sia biancheria intima, rifiutatevi di comprare il prodotto in questione. Se alla TV vi siete stufate di vedere “ballerine” in filo interdentale, fate nota dei nomi degli sponsor del programma, e non comprate più le loro marche. Voi siete le consumatrici, non le esche».
Barbara Serra, «Magazine – Corriere della Sera», n. 30, 26 luglio 2007.
(Nella foto: la giornalista Barbara Serra)