L’Italia libera nasce lottando contro il Vaticano

"Uno storico avvenimento. Nel palazzo Lateranense, il Duce e il Cardinale Gasparri firmano l'accordo tra lo Stato Italiano e la Santa Sede". Disegno della "Domenica del Corriere"
Sul “Venerdì” oggi in edicola Curzio Maltese, nell’articolo titolato in modo significativo La crociata (medioevale) per tenere i crocifissi in aula, ha scritto parole illuminate contro coloro che si schierano a favore del crocifisso nelle aule scolastiche dello Stato italiano.
Ha ricordato ai difensori del crocifisso in aula che non è vero che tale simbolo religioso è anche simbolo dell’identità nazionale, in quanto, l’Italia – storicamente – è nata proprio combattendo contro lo Stato pontificio, tenacemente contrario all’unità nazionale.
Tra l’altro, Maltese scrive:
“[...] dall’Unità d’Italia fino al regime fascista i crocifissi sono banditi dalle aule scolastiche come da qualsiasi altro edificio pubblico. Il crocifisso a scuola non è un simbolo della nazione, ma del fascismo”.
Nel 1861 l’unità d’Italia, dunque, si ebbe combattendo contro lo Stato pontificio.
Aggiungiamo che, oggi, per poter avere un’Italia al passo coi tempi, moderna, laica e garante dei diritti di ognuno, è necessario lottare di nuovo contro uno Stato, qual è il Vaticano, che si dimostra giorno dopo giorno essere ottuso e retrogrado.
L’Italia (e chi la governa) deve affrancarsi da una sudditanza culturale e politica nei confronti dei vertici della Chiesa che non ha ragione di esistere.
L’Italia deve tornare a essere un Paese libero!
Preti contro: don Andrea Gallo
Ieri ho avuto l’occasione di ascoltare don Andrea Gallo.
Ha parlato di molte cose don Gallo. Tra l’altro ha detto che:
- il papa sbaglia quando si rallegra per la situazione politica italiana attuale
- il papa sbaglia a volere i soldi per le scuole cattoliche
- la Chiesa di Roma è la proprietaria del 20% degli immobili in Italia ed è un grosso errore in quanto la Chiesa dovrebbe essere povera e umile proprio perché Cristo è venuto per servire e non per essere servito
- i preservativi vanno usati
- le coppie di fatto sono coppie come tutte le altre e non si può dire a una coppia gay che il loro amore non è amore
- che i vescovi non parlano in nome di Dio
Insomma, don Andrea Gallo ha richiamato i vertici della Chiesa alla loro missione (amare il prossimo come se stessi) e, paradossalmente, proprio per questo è un “prete contro” (>>).
Milingo papa subito
Devo dire che Milingo mi è simpatico. Il suo privato, poi, è dirompente e va seguito con attenzione: arcivescovo della chiesa di Roma, Milingo si sposa (no, dico, si sposa!) facendo celebrare il matrimonio dal capo di un’altra religione (no, dico, un’altra religione!) e ordina 4 vescovi nuovi… Viene scomunicato (scomunicato!) e ora è impegnato in una battaglia: rendere il celibato una opzione.
In questi giorni Milingo è in Italia, anche per promuovere il suo nuovo libro: Milingo confessioni di uno scomunicato, Koiné Nuove Edizioni.
Io sto con Milingo, tanto che spero divenga presto papa.